Piano utopico del governo: reddito minimo, pensione anticipata e taglio tasse

10 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Nella futura legge di Stabilità non mancano buone idee, come l’introduzione del reddito minimo e una riforma delle pensioni propedeutica ad una maggiore flessibilità nel sistema previdenziale. A mancare sono i soldi.

La coperta delle risorse è corta e la folle, populista e “berlusconiana” ipotesi di abolire dell’Imu, in particolare, rischia di costare molto cara al governo. Per tagliare la tassa sulla prima casa servono infatti 5 miliardi di euro, mentre le clausole di salvaguardia per non far aumentare l’Iva ne richiedono altri 12. Senza contare l’utopica introduzione del reddito minimo garantito a chi non ha un impiego.

Come ricorda anche il giornale “di partito” (simpatizzante del PD) La Repubblica, tutti quei soldi saranno difficili da trovare. Inoltre bisognerà fare i conti con le autorità europee che con l’Italia si sono dimostrate particolarmente intransigenti in passato.

Sotto questo profilo, servirebbe uno sconto. Pare che Il Tesoro e Palazzo Chigi “puntino a rinnovare il bonus dello 0,4% già concesso dall’Unione europea per i conti 2015”, scrive sempre Claudio Tito su La Repubblica. Ciò porterebbe nelle casse statali circa 7 miliardi in più, che potrebbero essere utilizzati per le manovre “di stimolo” per la crescita economica e l’occupazione sopra citate.

La revisione riguarda il cosiddetto Obiettivo di Medio Termine. “I paesi che superano il 60% nel rapporto debito/pil devono ogni anno migliorare i saldi dell’0,5%. Ma l’idea, appunto, è di ridurre questa quota fino allo 0,1%. Questo significa che il rapporto deficit/pil stimato nell’ultimo Def all’1,8% per il 2016 salirebbe al 2,2%”.

Il premier Matteo Renzi è convinto di poter spingere la Commissione a “condonare” anche quell’altro 0,1% e accordare il rinvio del pareggio di bilancio di un altro anno, al 2018. In questo caso la disponibilità addizionale per il governo sarebbe di circa 12 miliardi.

Dal lato pensioni, l’idea ricalca quella del presidente dell’Inps Tito Boeri. Si potrà andare in pensione prima ma con un assegno ridotto.

Fonte: La Repubblica

(DaC)