Phishing – Testimonianza drammatica: rischio galera

25 Maggio 2017, di Giovanni Falcone

Trattandosi di un rischio permanente, torno a parlare dei gravi pericoli derivanti dal “PHISHING”, laddove, anche in modo abbastanza ingenuo, si rischia la galera.

In tal senso voglio riportare una testimonianza drammatica di una donna in cerca di una opportunità di lavoro che ha accettato una “collaborazione” con degli sconosciuti, attraverso la utilizzazione e disponendo un bonifico con il proprio conto corrente.

Riporto il contenuto testuale della lettera ricevuta:

“Salve, grazie tante per avermi risposta 

la questione nasce perché – 2009 –  a settembre di questo anno ero alla ricerca di un

 lavoro (visto che sia io che mio marito abbiamo perso il lavoro = abbiamo

un bimbo di sei mesi…)non trovandolo ho cercato un telelavoro da casa e sono stata contattata da una società che si è spacciata per venditrice di panfili che a causa della crisi non poteva avere dei collaboratori fissi cosi cercava gli occasionali con una buona percentuale a lavoro. 

Morale hanno utilizzato il mio conto bancario dove hanno effettuato un bonifico tramite phishing e mi hanno chiesto di fare delle spedizioni postali o in Russa o in Ucraina… 

Ora ho bisogno di un avvocato difatti stasera ne vedrò uno… perché mi hanno congelato il conto e rischio di essere indagata per riciclaggio... guardi  un incubo; la signora a cui hanno preso i soldi li rivuole da me e io sono disperata perche non so come fare… sono solo una disoccupata a cui serviva un lavoro..secondo lei cosa posso fare? 

grazie”