Petrolio perde appigli: in arrivo “tempesta perfetta”

9 Marzo 2017, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – Crolla il prezzo del petrolio, ormai arrivato a sforare la soglia psicologica di 50 dollari al barile. A pesare sul crollo soprattutto l’aumento delle scorte di greggio degli Stati Uniti che hanno toccato la cifra record di 8,2 milioni di barili la scorsa settimana come ha reso noto l’Eia (Energy Information Administration), un aumento superiore di ben 4 volte quello stimato dagli analisti.

I dati mostrano come la produzione di petrolio negli Stati Uniti punta verso i 9,1 milioni di barili al giorno, impedendo così la normalizzazione del mercato e il rialzo del prezzo del greggio. L’aumento delle scorte USA ha fatto crollare il WTI che ieri ha perso più del 5% mettendo a segno uno dei ribassi più forti degli ultimi 12 mesi.

Il mercato si è finora basato sulla convinzione che l’accordo stretto tra i membri dell’OPEC possa portare ad un riequilibrio del settore ma, nonostante il cartello abbia già tagliato la sua produzione di circa 1 milione di barili al giorno, non c’è stato finora alcun impatto sulle scorte statunitensi.

A pesare sul crollo del prezzo del petrolio oltre ai dati sulle scorte di greggio Usa anche le parole pronunciata dal ministro dell’energia saudita Khaled Al Falih secondo cui l’Opec non consentirà ai paesi fuori dal Cartello di sfruttare i tagli alla produzione di greggio per avvantaggiare i propri investimenti.

Il ministro saudita Al Falih ha chiarito inoltre che l’Opec interverrà nel mercato petrolifero soltanto per un periodo di tempo ristretto.

“La storia ha dimostrato che gli interventi in risposta a cambiamenti strutturali sono in gran parte inefficaci, e credo che l’organizzazione abbia imparato la lezione. Per questo che l’Arabia Saudita non sosterrà nel lungo termine gli interventi dell’Opec per alleviare gli effetti degli squilibri strutturali”.

Si avvicina la tempesta perfetta?