Petrolio: discesa non è finita, c’è chi lo vede a $20

10 Dicembre 2015, di Alberto Battaglia

NEW YORK (WSI) – Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, ha appena dichiarato che il petrolio ai livelli di prezzo attuali di 40 dollari al barile, non sarà un’anomalia per il futuro che si prospetta al settore. C’è da prepararsi, insomma, al fatto che una ripresa delle quotazioni del barile non sarà cosa agevole neanche per il prossimo anno. Il livello di 40 dollari viene considerato il break even per molte compagnie petrolifere: sotto tale soglia, rischiano di subire perdite dalle attività e compromettere la loro produzione.

A farlo presagire non c’è solo la volontà politica dei paesi Opec, ribadita anche nell’ultima vertice di Vienna, di proseguire la con la politica di sovrapproduzione finalizzata a danneggiare i concorrenti americani e canadesi. L’altro elemento fondamentale è l’indebolimento cinese, le cui esportazioni in novembre hanno deluso le attese, consacrato il ribasso più pronunciato del decennio per i minerali di ferro, gravato l’oro nero e i mercati azionari. Il problema, oltre che di offerta (che resterà, per quanto riguarda l’Opec, invariata) è dunque anche di domanda.

Secondo quanto riporta il Guardian non sono pochi coloro che si stanno addirittura prospettando un petrolio a quota 20 dollari. Alexei Moiseev, vice ministro delle Finanze russo, ha dichiarato:

Se il petrolio scende a 20 dollari dovremo fare ulteriori tagli di spesa. Per essere sostenibili sul lungo periodo dobbiamo fare tagli con un prezzo del petrolio a 40 dollari; ma se il prezzo del petrolio va a 20 dovremo farne anche di più

Secondo l’ex Ceo di Bp, John Browne, l’ipotesi di un nuovo ribasso, nel breve periodo non è da escludersi, ha dichiarato a Bloomberg Tv. Diversa, invece, l’opinione degli analisti indipendenti di Capital Economics, che prova a tirare somme più generose sulle prospettive dell’oro nero per il 2016 :

Qualsivoglia recupero l’anno prossimo dipenderà dalle riduzioni dell’offerta [di petrolio] non-Opec e su una domanda più robusta. Su questa base, pur abbassando la nostra previsione per il Brent da 60 dollari a 55, continuiamo ad aspettarci una parziale ripresa dei prezzi per l’anno prossimo

Fonte: Guardian