Perché per l’immobiliare italiano tempi restano duri

12 Settembre 2016, di Alberto Battaglia

Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, è convinto che il mercato immobiliare, dopo aver perso in sei anni la metà del volume delle transazioni, manchi dei presupposti fondamentali per decollare nuovamente. “Bisogna prima ricostruire la fiducia, commenta Achille Colombo Clerici”.

E come si ricrea la fiducia? Lo si fa “anche attraverso la stabilità fiscale”, dice Clerici, intervistato da Monitorimmobiliare, un aspetto quello fiscale al quale “si aggiunge un’Europa che non perde occasione per chiedere di inasprire” le tasse “sugli immobili, nonostante la riforma del 2011 che ha triplicato il gettito dell’imposta sulle case”.

La ragione delle richieste dell’Europa sono note: dovendo scegliere ove sfruttare lo “spazio fiscale” si tende a tassare più il patrimonio che non le attività produttive come il lavoro. E lo spazio, si sa, è limitato dai definiti vincoli europei.

Un mercato con meno transazioni comporta anche minore liquidità, per cui “gli investitori italiani, a meno che non posseggano immobili di particolare pregio sul piano della remuneratività”, dice Clerici, “hanno in mano dei valori che non riescono a tradurre in denaro”, sempre con lo spettro di nuove tasse più gravose.

Acquirenti esteri restano comunque interessati al mattone italiano, ma non è un interesse equamente distribuito, al contrario “acquistano soltanto una certa tipologia di immobili e solo in certe città che offrono una qualche garanzia di dinamismo collegato alla tenuta immobiliare”, fra queste Milano o Bologna, dove c’è una forte domanda giovanile; ed è una garanzia in un mondo che invecchia”.

A completare il quadro c’è il livello del credito, con i mutui da qualche tempo in risalita (perlomeno quelli erogati alle famiglie), anche se i numeri restano lontani dall’essere esaltanti: le banche prestano “perché lo ‘devono’ fare. Siamo ai limiti della fisiologicità”, dice Clerici.

Il tutto mentre i valori immobiliari stentano a riprendersi dopo la crisi. L’Italia, infatti, è con la Grecia l’unico Paese al mondo in cui i prezzi delle abitazioni sono in costante calo. Negli ultimi 12 mesi la perdita di valore è stata dell’1,2%, dell’1,4% negli ultimi sei mesi e dello 0,4% negli ultimi tre.