Perché le auto a idrogeno potrebbero essere il futuro

15 Novembre 2018, di Alessandra Caparello

L’idrogeno diventerà una fonte di combustibile più economica a lungo termine rispetto alle alternative esistenti. Da qui si spiega il perché la tecnologia delle celle a combustibile a idrogeno sta ricevendo significativi investimenti dall’industria automobilistica, che potrebbe portare benefici agli investimenti negli anni a venire.

Tecnicamente una fuel cell è un dispositivo che converte l’energia chimica di un combustibile in energia elettrica e calore senza utilizzare cicli termici. Le celle a combustibile alimentate a idrogeno (H2) consentono di produrre energia elettrica e acqua calda a partire da idrogeno e ossigeno.

L’impiego dell’idrogeno per ridurre le emissioni di CO2 può avvenire solo sfruttando le fonti rinnovabili per la sua produzione. Ecco che la fuel cell diviene il mezzo per aumentare l’efficienza energetica delle fonti rinnovabili non programmabili. Lo sa bene la marina mondiale visto che dal 2020, come deciso dall’Organizzazione marittima internazionale, il contenuto massimo di zolfo nei gas di scarico delle navi dovrà scendere dal 3,5% allo 0,5%. Da qui le navi che compongono la flotta mondiale in parte passeranno all’uso di combustibili a basso tenore di zolfo, in parte saranno sostituite da altre navi più moderne alimentate con Gas naturale liquefatto (Gnl) o per l’appunto ad idrogeno.

Dalle navi alle auto, visto che l’industria automobilistica punta all’idrogeno per le sue ultime creazioni. Gli investimenti sono significativi: basti pensare secondo la DNV GL, gli attuali costi di installazione oscillano tra i $ 3.000 e US $ 4.500 dollari per kW di energia elettrica installata ma stanno già scendendo. Entro il 2022, i costi di installazione potrebbero scendere fino a 1.000 $ dollari per kW, rendendo le auto ad idrogeno competitive con i motori diesel. IdrogeNel frattempo, la ricerca continua e si sposta sulle celle a combustibile a membrana elettrolitica polimerica (PEM), un tipo di fuel cell già popolare nei laboratori di ricerca dell’industria automobilistica.