Perché Francia e Germania temono hard Brexit

27 Giugno 2018, di Alberto Battaglia

Il primo Paese Ue che dovrebbe tifare per un accordo “morbido” sulla Brexit è la Germania: è quanto sostiene Wolfgang Munchau, condirettore del Financial Times, in un editoriale. Il ragionamento scaturisce da due elementi fondamentali: l’importanza delle esportazioni di automobili per l’economia tedesca e il fatto che i due maggiori mercati di sbocco siano, nell’ordine, Regno Unito e Stati Uniti. Entrambi, per ragioni diverse, potrebbero arrivare a porre dei dazi sulle importazioni di automobili. Munchau riassume così il possibile scenario:

“Immaginiamo che i negoziati sulla Brexit falliscano. Il Regno Unito si ritirerebbe dall’Ue a marzo del prossimo anno senza un accordo. Le merci britanniche che entrano nell’Ue sarebbero soggette alle tariffe Ue e viceversa. L’Ue applica un dazio del 10% sulle importazioni di automobili. Il Regno Unito potrebbe reciprocamente imporre dei dazi. Consideriamo ora la posizione delle case automobilistiche tedesche. Secondo l’associazione tedesca dell’industria automobilistica, il paese l’anno scorso ha esportato 769.000 automobili nel Regno Unito, il suo principale mercato di esportazione (…) Se il Regno Unito fosse costretto a una hard Brexit con un cosiddetto “effetto precipizio”, nel giro di pochi mesi l’industria automobilistica tedesca si troverebbe a fronteggiare nuovi dazi in entrambi i suoi maggiori mercati di esportazione.

Anche la Francia non festeggia di certo la frenata della domanda di beni importati dal Regno Unito: secondo il capo economista dell’assicuratore Euler Hermes, Ana Boata, le società esportatrici francesi avrebbero già subito un deficit di quasi quattro miliardi di euro dal 2016 a causa del voto favorevole alla Brexit: “Prima di parlare della Brexit, il Regno Unito era costantemente tra le prime 5 potenziali destinazioni per la Francia, non è più così”, ha detto Ana Boata.