Per Renzi: tassazione rendite finanziarie, il memo verità

19 Marzo 2014, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Riceviamo e pubblichiamo, dal lettore Fabrizio Di Rella Tomasi di Lampedusa, avvocato. E’ un memo semplice ed efficace per il premier Matteo Renzi e per il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan sulla tassazione delle rendite finanziarie. Il tema e’ caldo, come dimostrano le decine di commenti qualificati all’articolo Tassazione rendite finanziarie. Colpo di grazia al risparmio, del collaboratore di Wall Street Italia Paolo Cardenà, pubblicato qualche giorno fa.

Buongiorno,

vi disturbo perchè è molto che rifletto su come tassare le rendite finanziare, ma ogni volta che sento l’esternazioni dei nostri politici mi accorgo che non sono in grado neppure di distinguere risparmio e speculazioni.

Tassazione rendite: risparmio e speculazione non sono la stessa cosa!!

Chi ci governa ancora una volta dimostra di essere fuori dalla realtà e non è in grado di distinguere quelle che sono differenze sostanziali.

Chi infatti “vive” dei proventi delle rendite deve essere tassato similmente o quasi ad un imprenditore, chi invece investe i risparmi deve essere tassato in modo diverso in quanto rischia il proprio patrimonio e “aiuta” il sistema economico. Infatti, una persona che investe parte della sua pensione o del suo stipendio in Titoli di Stato o in obbligazioni di aziende, rischia il suo capitale ma finanza l’emittente che avendo liquidità può investire, produrre reddito (che poi sarà tassato) e quindi determinare benefici anche sul PIL. C’è quindi una enorme differenza tra chi vive di rendita dovuta a speculazione e chi investe in modo occulato il risparmio.

Ritengo, quindi che si debbano differenziare le imposte con questo criterio:

1) Guadagni mensili, cioè operazioni aperte e chiuse in un mese, (quando la borsa non era telematica i contratti si definivano su base mensile): tassate al 27%, in quanto chiaramente dettate da intenti speculativi mettendo così forse anche un freno alle operazioni nei momenti di alta volatilità.

2) Guadagni dovuti a operazioni poste in essere in un trimestre (in tutto il mondo esistono le scadenze trimestrali): tassate al 23%.

3) Guadagni dovuti ad operazioni superiori al trimestre ma chiuse nell’arco di un anno: tassate al 20%, in questa fascia vi sono molti possessori di bot che hanno durata non superiore all’anno.

4) Guadagni per operazioni superiori all’anno e infra quinquennali: tassate al 13 o 15% in quanto è chiaro che si inizi a parlare di risparmio e non di speculazione.

5) Guadagni per operazioni durate oltre i 5 anni: non tassate, similmente a come avviene per le vendite di immobili, in quanto è chiaro che manchi del tutto la volontà speculativa e che si tratti di vero investimento del risparmio.
Considerando, poi che non sempre il capitale, investito per così lungo tempo, una volta recuperato, pur in guadagno, avrà lo stesso potere di acquisto che aveva al momento dell’investimento, la mancata tassazione appare corretta per tutelare il piccolo risparmiatore.

6) Guadagni a seguito di vendita di partecipazioni qualificate (oltre il 2%) di società quotate in borsa: tassate sempre almeno al 25% in quanto il socio è chiaramente un imprenditore.

7) Imposte sui dividendi azionari al 23%.

8) Imposte sulle cedole obbligazionarie 15%, in quanto normalmente sono i risparmiatori che investono in obbligazioni e non gli speculatori.

Una imposta così modulata permetterebbe di tassare diversamente chi percepisce un reddito dal capitale rispetto a chi, rischiando, investe i propri risparmi. Non sarebbe neppure difficile per gli intermediari procedere come sostituti di imposta in quanto ogni operazione è tracciata telematicamente e velocemente può essere rilevato il periodo temporale. Ugualmente sarebbe opportuno modificare il bollo titoli che grava di più su chi detiene i titoli in portafoglio per lungo tempo rispetto a chi fa speculazione. L’ideale sarebbe eliminare tale bollo rimodulando la cd. Tobin Tax (gravando così di più sugli speculatori) oppure modificarlo prevedendo tetti massimi o agevolazioni per i risparmiatori.

Cordiali saluti

Avv. Fabrizio Di Rella Tomasi di Lampedusa