Per le banche centrali sarebbe saggio pensare a nuova recessione

5 Febbraio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Le banche centrali farebbero bene a prepararsi all’eventualita’ di una nuova recessione. E questo non solo perché, entro il 2025, le probabilita’ di una crescita negativa negli Stati Uniti così come in Gran Bretagna e Eurozona sono alte, ma anche perché, avendo sparato tutte le cartucce convenzionali (i tassi di interesse sono inferiori ai minimi successiva alla recessione del 2008), risulta ora come non mai necessario pensare a strumenti alternativi.

E’ questo in estrema sintesi il messaggio contenuto un editoriale pubblicato oggi sul Financial Times a firma di Martin Wolf che mette in evidenza quelli che, a suo avviso, potrebbero essere le cartucce non convenzionali a disposizioni delle istituzioni di politica monetaria.

Tra le varie opzioni passate in rassegna ci sono i tassi negativi,  già usati per esempio dalla Bce ma anche dalla BoJ, dalla Banca centrale di Danimarca, Svezia e Svizzera. Viene citato inoltre un QE ancora piu’ massiccio rispetto a quello attuale.

Ma tra le varie opzioni, Wolf afferma di prediligere quello che viene definito “helicopter money”, ovvero un’iniezione monetaria permanente allo scopo di promuovere gli acquisti di beni e servizi sia da parte del governo sia da parte delle famiglie.

“Da un punto di vista monetario – si legge nell’articolo –  questo sarebbe l’equivalente di un QE permanente, che potrebbe corrispondere a un aumento della spesa pubblica o a una riduzione delle tasse”.

Queste ultime misure – secondo Wolf – sarebbero le piu’ efficaci. “Il punto cruciale di questo strumento sarebbe quello di lasciare il controllo della quantità di liquidità da mettere in circolazione alle banche centrali come parte del loro mandato di politica monetaria”.