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Per i private markets formazione di qualità

Guardare al futuro con un occhio di riguardo alla formazione dei banker. E’ quello che ci ha raccontato Alessandro Marchesin, Head of Wealth & Asset Management del gruppo Sella, impegnato nello sviluppo di nuove soluzioni di investimento per la clientela private.

Marchesin, possiamo fare un primo bilancio dell’anno che si sta per concludere e quali prospettive vedete per il 2026?

Per il gruppo Sella, il 2025 si conferma un anno di crescita solida, in linea con l’andamento degli ultimi esercizi ma con un’accelerazione visibile. A settembre abbiamo superato i 73 miliardi di stock di asset under management, di cui oltre 32 miliardi riferiti a risparmio gestito e consulenza. Due le anime della crescita: Banca Sella, con un modello commerciale diversificato, che ha superato i 42 miliardi, e Banca Patrimoni Sella & C., focalizzata sul wealth management, che nei primi nove mesi registra Aum pari a 31,5 miliardi di euro, con un forte dinamismo nelle gestioni patrimoniali. Anche le recenti operazioni di sviluppo per linee esterne hanno contribuito al rafforzamento della nostra presenza sul mercato, ampliando la base clienti e consolidando le competenze a disposizione. Nei prossimi mesi, proseguiremo a promuovere iniziative volte a sostenere la crescita organica, e ci impegneremo nello sviluppo di nuove soluzioni di investimento che rispondano alle esigenze dei clienti in un mercato volatile e sempre in evoluzione.

Il mondo del private banking guarda sempre con maggiore decisione ai private markets. Come vi state muovendo su questo fronte?

I private markets sono una componente sempre più importante nella costruzione di portafogli diversificati. Il nostro obiettivo è offrire ai clienti private uno strumento efficace per ampliare le opportunità di investimento e perseguire obiettivi di lungo periodo. Come gruppo Sella stiamo lavorando su due livelli: da un lato ampliando la gamma di soluzioni per i nostri clienti, dall’altro investendo nella formazione per garantire un servizio di consulenza qualificata e personalizzata. Oggi mettiamo a disposizione strumenti che vanno dal private equity al private debt, al venture capital, con un’attenzione particolare alla trasparenza, alla selezione dei partner e alla sostenibilità degli investimenti.

Avete organizzato dei momenti di formazione sui private markets. Di cosa si tratta?

A novembre si è conclusa la seconda edizione del nostro Executive Program sui Private Markets, realizzato con SDA Bocconi. Il percorso ha coinvolto 40 private banker selezionati di Banca Patrimoni Sella & C. e Banca Sella, offrendo una formazione avanzata su private equity, venture capital, real estate, infrastrutture e private debt, oltre che su valutazioni e risk management. Questa iniziativa per noi è un investimento strategico: solo con un aggiornamento continuo è possibile fornire una consulenza realmente distintiva.

A proposito di formazione, quali iniziative avete avviato per aumentare la consapevolezza dei clienti?

La qualità della consulenza nasce dalle competenze dei nostri banker, ed è per questo che investiamo da anni in programmi strutturati di aggiornamento. I percorsi coprono scenari di mercato, costruzione di portafoglio, pianificazione patrimoniale e sostenibilità. Accanto alla componente tecnica, lavoriamo molto sulle soft skill e la consulenza comportamentale, perché comprendere le dinamiche decisionali dei clienti è essenziale per orientarli verso scelte di lungo periodo. Stiamo inoltre potenziando le piattaforme digitali che consentono ai banker di accedere a contenuti formativi continui.

Siete molto attivi sul fronte dell’innovazione. Cosa devono aspettarsi banker e clienti?

L’intelligenza artificiale sta trasformando anche il nostro settore, con un impatto diverso tra asset e wealth management. Nel primo, migliora l’efficienza analitica e di processo; nel wealth, invece, la relazione resta centrale e il banker rimane il punto di interpretazione del valore tecnologico per il cliente. Gli strumenti digitali devono semplificare il lavoro del banker, non sostituirlo. Per questo sviluppiamo soluzioni che liberano tempo da dedicare alla consulenza.

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di dicembre del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.