Pensioni, uscita volontaria anche con il part time

21 Ottobre 2016, di Mariangela Tessa

ROMA (WSI) – L’accesso al nuovo anticipo pensionistico (APE) sarà possibile anche tramite il ricorso all’impiego part time, modulando così un’uscita graduale dal lavoro. E’ quanto scrive il  Sole 24 Ore, a pochi giorni dell’approdo del Ddl di Bilancio alla Camera, atteso per lunedì.

Quella del part-time e’ un’opzione disponibile solo per la cosiddetta APE volontaria, quindi per coloro che avranno maturato almeno 63 anni di età ed al contempo 20 anni di contribuzione, ovvero quando ci si trova a non più di 3 anni e 7 mesi dal diritto alla pensione di vecchiaia.

Altro requisito da rispettare (anche per l’Ape d’impresa) – si legge  – è il livello minimo dell’assegno pensionistico di cui si beneficerà dopo il prestito-ponte al netto del rimborso: dovrà essere non inferiore a 700-800 euro netti.

Il prestito ponte – spiega il Sole 24 Ore – ottenuto dopo che l’Inps ha certificato la data di partenza e il valore della futura pensione di vecchiaia, può essere pari anche a una frazione del futuro assegno pensionistico, per esempio il 50%, per integrare appunto il reddito da lavoro ridotto dalla eventuale scelta di passaggio a un contratto a tempo parziale. L’Ape volontaria ha un costo che dovrebbe oscillare tra il 4,6 e il 4,7% per ogni anno di anticipo, e dovrà essere rimborsato come noto in vent’anni con un prelievo sulla pensione finale. Il costo comprende sia il Tasso annuale nominale (Tan) sia il premio assicurativo sul prestito bancario, a copertura dell’ipotesi di pre-morienza del beneficiario. Questi due valori non saranno indicati nella legge di Bilancio attesa in Parlamento ma arriveranno con gli accordi-quadro che dovrebbero essere chiusi nei prossimi mesi con Abi e Ania.

Va considerato inoltre che:

Con la chiusura degli accordi-quadro con banche e assicurazioni sarà attivato un fondo di garanzia al ministero dell’Economia per abbattere il “rischio credito” e il “rischio di controparte” sulle assicurazioni. In particolare, poiché il prestito bancario rientra nella categoria del credito al consumo, che prevede requisiti di patrimonializzazione al 75%, grazie al fondo questi requisiti scenderebbero al 15%.

Fonte: la Repubblica