Investimenti

Paura o prudenza: imparare a distinguerle conta

Chi ha impostato un’adeguata diversificazione di portafoglio non dovrebbe risentire più di tanto dei momenti di volatilità dei mercati. Il rischio è di farsi prendere dall’emotività

Quando accade qualcosa di “imprevisto”, soprattutto se è qualcosa di molto brutto, si può scatenare la paura. L’esempio più recente è quello del Covid. La paura porta a comportamenti irrazionali, privi di senso ex post, ma vissuti come assolutamente necessari ex ante, per salvarci la vita (o almeno provarci). Le immagini dell’assalto ai treni alla stazione di Milano per scendere al sud, allontanandosi dall’epicentro del virus …; l’affollamento nei supermercati per comprare scatolette di tonno e carta igienica Con il senno di poi, non sono stati, chiaramente, comportamenti prudenti (causando gli, un tempo famosi, assembramenti). Sono stati guidati dalla paura. La paura dell’ignoto.

La paura gioca sempre brutti scherzi.
Quando abbiamo paura è molto difficile essere prudenti … Anzi, la paura ci allontana dalla prudenza, che è un comportamento molto razionale, che va assunto prima che si verifichi un evento negativo, potenzialmente devastante. Quando accade è troppo tardi. Come facciamo oggi a resistere all’incertezza radicale di un conflitto che non ci sappiamo spiegare, che richiama crisi petrolifere lontane, scenari apocalittici dal punto di vista umanitario, con tutte le possibili conseguenze?
Questa volta è diverso, ci diciamo. Le esperienze passate non insegnano, non possiamo imparare dal passato per tranquillizzarci. E poi un pensiero killer: nulla sarà più come prima. Nulla. Terribile. Questi momenti accadono, senza preavviso. Tutti eravamo concentrati sui rischi dell’intelligenza artificiale (happy problem, col senno di poi) … ed è accaduto qualcosa di molto più concreto e meno intelligente: le bombe. E già si sente dire che l’intelligenza artificiale (per certi aspetti un “mistero”) è coinvolta nella guerra. Questa volta è diverso, c’è poco da fare.
Allora, coraggio, svegliamo il nostro sistema 2 e proviamo a ragionare. Ovviamente, è del tutto inutile andare a cercare risposte che non troveremo: quando finirà questa guerra? Quali conseguenze economiche avrà? Saremo coinvolti militarmente, ci bombarderanno? … Le risposte impossibili alimentano l’incertezza, la sensazione di ignoto.
Corriamo il rischio di confondere il “possibile” con il “probabile”. Tutto (o quasi) è possibile. Ma non possiamo prendere decisioni sul possibile. Dobbiamo avere presente uno scenario più probabile o probabile ad un certo intervallo di confidenza. Che cosa significa in concreto? Che quando leggiamo “potrebbe accadere che” non è una risposta utile. Non riduce l’incertezza, anzi la accresce. Aprendo la porta delle infinite possibilità. Il petrolio può andare a 300 dollari? Ci sarà una stagflazione stile anni settanta? Una terribile recessione è dietro l’angolo? La fiera delle domande impossibili, ogni banchetto espositivo ha le sue, alle quali cercare di rispondere è del tutto inutile.
Intendiamoci, qualcuno tra un anno avrà ragione. Peccato che oggi non sappiamo chi.

Eliminare ciò che fa paura.
Ciò che alimenta la paura va scacciato dalla nostra mente come la peste. Perché condizionerà in senso irrazionale i nostri comportamenti. Soprattutto quelli che è più facile assumere. Difficile realizzare un pensiero che ci porta a dire “vado in Svizzera a vivere”. Difficile vendere un immobile che ho appena comprato a Dubai. Più facile è ordinare un impianto fotovoltaico, “tanto era una cosa che dovevo fare”, pensiamo, raccontandoci una storia. In realtà lo facciamo per paura, quindi probabilmente, commettiamo un errore a farlo proprio adesso.
E qual è la cosa più facile che possiamo fare in pochissimo tempo e senza costi? Vendere titoli e fondi sul mercato secondario, liquido e sempre disponibile. Ovviamente proprio e solo quelli sui quali ci stiamo ancora guadagnando. Bisogna farlo ora, “prima che sia troppo tardi”. E’ paura o prudenza?
E allora perché non chiudiamo posizioni sulle quali perdiamo dei soldi? Meglio mettersi in salvo prima di perdere ancora. No, su questi ormai ho perso … speriamo che si riprendano. “Lo stiamo perdendo, lo stiamo perdendo” di ER, medici in prima linea. Non resta che la speranza.

I riflessi per gli investitori.
Proprio sui mercati finanziari, confondere paura con prudenza, ci costa caro, perché alimenta il Behavioral Gap, quel sacrificio di rendimento determinato dal nostro comportamento.
Però i mercati hanno perso molto, forse ancora poco, rispetto a quanto potrebbero perdere. Corretto. E’ l’altra faccia della liquidità: chiediamo ai mercati di essere liquidi per poter fuggire, ma questo significa che vogliamo che ci diano un prezzo tutti i giorni o tutti i minuti. E in base a che cosa i mercati faranno prezzo? Alla paura, ovviamente. Un gatto che si morde la coda. Risk off. Vix a 30 da 15 scarsi di inizio anno. Può arrivare a 60? Ma certo! Quindi bisogna star fermi? No bisogna agire, con prudenza. Non vendere e comprare, diversificando, entrando progressivamente. Vendere E comprare. Attenzione vendere e non comprare (mettere sul conto) è imprudente. “La paura di perdere soldi … fa perdere soldi”. Esaminare il nostro portafoglio e concludere che è “ben diversificato” può essere molto utile. Perché “un portafoglio diversificato ha oscillazioni di valore negative che sono sempre recuperabili”. Leggere un bel libro o iniziare una nuova serie televisiva. Dedicarsi una giornata e alzare lo sguardo: io ho scelto una bella sciata in Marmolada.
Certo, bisogna aver già agito con prudenza in passato, quando non avevamo paura. Da quanto tempo diciamo quanto è importante investire nel lungo termine in mercati azionari diversificati, magari investendo progressivamente le nostre risorse? Quante volte abbiamo chiarito ex ante che Pac rafforzati nei momenti di crisi sono un modo saggio di affrontare le crisi? Questa è saggia prudenza. Diversificazione, lungo termine, opportunismo. Definire prima le regole di ingaggio, perché queste regole devono essere pronte quando servono.
L’11 marzo 2020, allo scoppio del covid, in un’intervista disponibile su linkedin, feci impallidire la brava giornalista, dicendo: “quando i mercati salgono sono sereno; quando scendono sono felice”. Viv a 53,9 (è arrivato oltre 80 il 16 marzo). Ma questa volta è diverso …

L’articolo integrale è stato pubblicato sul numero di aprile 2026 del magazine Wall Street Italia. Clicca qui per abbonarti.