Partite Iva: come cambierà il regime forfettario

2 Dicembre 2022, di Alessandra Caparello

Tra le varie misure previste dalla Legge di bilancio 2023 del governo Meloni troviamo quelle riguardanti le partite Iva e la revisione del regime forfettario. Il regime forfettario è stato introdotto in Italia con la Legge n. 190/2014 (Finanziaria 2015) a decorrere dal 1° gennaio 2015 e prevede un’aliquota al 15% e semplificazioni fiscali di vario tipo possono garantire un risparmio annuale molto consistente.  Con la sua entrata in vigore, ha causato l’abrogazione di tutti i regimi agevolati che esistevano in precedenza:

  • il regime delle nuove iniziative produttive;
  • il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, detto regime dei nuovi minimi;
  • il regime contabile agevolato per gli “ex minimi”.

I requisiti di accesso e permanenza attualmente in vigore sono stabiliti dalla Legge di bilancio 2020, ma potrebbero presto cambiare. Il disegno di Legge di bilancio 2023, approvato il 21 novembre 2022 dal Consiglio dei Ministri, attualmente in fase di discussione in Parlamento e in attesa successivamente del via libera delle  autorità europee, ha previsto l’innalzamento del limite dei compensi e ricavi a 85 mila euro. In particolare sarebbero due le modifiche ai requisiti di accesso e permanenza introdotti dalla Legge di bilancio:

  • la soglia di ricavi e compensi percepiti entro la quale è possibile applicare l’imposta sostitutiva del 15%, o del 5% per le nuove attività, passa da 65 mila a 85 mila euro;
  • superando il limite di 85 mila euro in corso d’anno si continua ad applicare la flat tax fino a un massimo di 100 mila euro, oltre questa cifra la fuoriuscita è immediata.

Ma a ben vedere, sulla base dei dati del Mef, le partite Iva interessate ad entrare nel nuovo regime saranno poco più di 100 mila. Ma non finisce qui. Come riporta “Il Sole 24 Ore”, “la Legge di bilancio in arrivo introduce una stretta: chi a partire dal 2023 avrà compensi o ricavi superiori a 100 mila euro uscirà immediatamente dal regime forfettario e dal momento in cui registra lo sforamento dei 100 mila tornerà anche ad emettere fatture Iva. Chi invece supererà la nuova soglia degli 85 mila pure restando sotto i 100mila euro di ricavi o compensi uscirà dal regime forfettario a partire dall’anno successivo e dunque dal 2024”.

Una vera e propria tagliola a cui si aggiungerebbe anche flat tax incrementale, riservata ai soli contribuenti titolari di redditi di impresa o di lavoro autonomo non aderenti al regime forfetario che potranno assoggettare ad aliquota del 15% una quota dell’incremento di reddito registrato nel 2022 rispetto al maggiore tra gli i medesimi redditi dichiarati e assoggettati all’Irpef nei tre anni d’imposta precedenti.