Paradisi fiscali, l’Europa occupa tre posti nella top 10

3 Giugno 2019, di Alberto Battaglia

Fra i primi 10 paradisi fiscali dalle pratiche più opache, tre si trovano nel Vecchio Continente e altri quattro sono riconducibili al regno britannico. E’ quanto emerge dall’edizione del 2019 del Corporate Tax Haven Index che, mette in ordine i Paesi che, attraverso lo schermo della privacy, favoriscono fenomeni di evasione fiscale.

Anche se ai primi tre posti compaiono tre regioni decisamente vicine all’immaginario tipico del paradiso fiscale (Isole Vergini, Bermuda, Cayman), seguono tre grandi Paesi che secondo il Tax Justice Network, sarebbero solo di poco più trasparenti: Olanda, Svizzera e Lussemburgo. Ciò che è importante notare, tuttavia, è che la rilevanza di questi Paesi in termini di investimenti diretti esteri globali in entrata e uscita (Global Scale Weight) supera di gran lunga quella delle varie isole britanniche – è in virtù di questo peso occupano posizioni di altissima classifica.

(Il valore CTHI, prima colonna del grafico, che determina la posizione in graduatoria viene calcolato moltiplicando il cubo del punteggio Tax Haven con la radice cubica del Peso su scala globale)

Questo indice, elaborato sulla base 20 parametri, “classifica i paradisi fiscali in base a quanto aggressivamente e estensivamente ciascuna giurisdizione contribuisca ad aiutare le multinazionali a fuggire dalle tasse e ad erodere le entrate fiscali di altri paesi in tutto il mondo” spiega il Tax Justice Network, “indica inoltre quanto ogni regione contribuisca alla ‘corsa verso il ribasso’ globale sulla tassazione per le aziende. Le aree esaminate vanno dall’aliquota sui redditi per le società applicata, alla trasparenza, alle misure anti-evasione, alla trasparenza.