Osservatorio: più caro il conto corrente on line, prezzi boom per gli assegni

4 Settembre 2019, di Alessandra Caparello

Quanto ci costa il conto corrente on line? Il 32% in più rispetto a settembre 2018. A dirlo l’ultimo Osservatorio realizzato da SosTariffe.it che ha passato ai raggi X tutti i costi che deve affrontare il titolare di un conto corrente, on line e tradizionale, per gestire il proprio patrimonio. L’analisi ha preso in esame tutti i costi per usufruire delle funzionalità principali di un conto corrente, sostenuti a settembre 2019 dai clienti delle 17 principali banche italiane, messi a paragone con i prezzi dei medesimi servizi aggiornati a settembre 2018. L’indagine si è concentrata su tre profili tipo di consumatore: il single, la coppia, la famiglia.

Conti correnti: banche on line guidano i rincari

Ebbene, secondo l’Osservatorio nell’ultimo anno i costi di gestione dei conti correnti delle principali banche italiane sono cresciuti. Guidano l’ondata di rincari le banche online (+32,30%), mentre gli aumenti sono più contenuti  (fino a un massimo di + 15,73%), per chi sceglie di affidare i propri risparmi a un istituto di credito tradizionale. Certo che, dice l’Osservatorio, in linea di massima i conti online restano ancora la soluzione più economica di deposito bancario, ma i costi stanno salendo.

Per quanto riguarda i conti attivati in banche online, cioè in istituti di credito con nessuna o poche filiali sul territorio, si segnala un rincaro del costo medio annuo complessivo, cresciuto dai 32,72 euro di settembre scorso ai 43,28 di quest’anno. La spesa generale di tenuta del conto è salita in media del 32,30% in 12 mesi. A pesare i rincari di alcune operazioni come il costo del singolo assegno che da quasi gratuito dello scorso anno (0,03 euro) ora costa 0,16 euro, salendo a +383,33%. Rincari anche per il canone annuo della carta di credito che passa dai 12,88 del 2018 euro ai 22,77 euro del 2019 (circa il 76,76% in più). Tra le voci di spesa che hanno risentito di un incremento anche il prelievo Atm dallo sportello di un’altra banca, che da 0,68 euro è passato a 1,02 euro (con un incremento del 48,70%). Nel caso dei conti correnti on line sono soprattutto le coppie a pagare i prezzi più alti: per loro gli esborsi per il controllo telematico sono saliti dai 32,16 euro nei settembre 2018 a 44,32 di quest’anno (addirittura il 37,84% in più). A risentire dei rincari anche le famiglie, che vedono gonfiarsi le spese da sostenere, dai 39,12 euro del 2018 ai 53, 54 euro del 2019 (ben il 36,87% in più). Più contenuta invece la variazione per i single: dai 26,87 euro del 2018 ai 31,99 euro del 2019 (pari al 19,02% in più).

Conti correnti tradizionali: rincari su chi fa operazione on line e miste

Per quanto riguarda le banche tradizionali, secondo l’Osservatorio di SosTariffe.it, i rincari maggiori gravano soprattutto sulle operazioni online o su chi fa un utilizzo misto del conto. L’operatività online nell’ultimo anno in media ha risentito dei maggiori aumenti (del 15,73%), passando dai 94,58 euro annui di settembre 2018 ai 109,46 euro di quest’anno. L’internet banking pesa soprattutto sulle coppie (+17,33%), che dai 98,27 euro del 2018 ora ne spendono 115,29.  A seguire le famiglie (+15,27%) e da 113, 02 euro annui del 2018 ora ne spendono 130,79. Infine i single (con “solo” + 13,60%), e una spesa che da 72,44 euro è arrivata a 82,29.  Aumenti anche per chi fa operazioni miste, metà allo sportello e metà sul web, che crescono in media del 12, 47%

A subire maggiormente i rincari le coppie che pagano più spese, passando da 121,07 a 140,13 euro annui, seguite dai single (+11,90%) che salgono da 91, 69 euro a 102,60 e infine dalle famiglie (+10,02%) con un incremento da 141,43 a 155,60 euro. Le voci di spesa che nel corso dell’anno sono cresciute di più per quanto riguarda i conti correnti tradizionali sono il canone annuo (+51,4%) e il prelievo da un altro paese dell’Unione Europea (+47,93%). Tra i servizi diventati più costosi nel corso nel 2019 troviamo anche i prelievi ATM dalle altre banche (+24, 90%), il canone anno della carta di credito (+19,44%), i versamenti di contanti e assegni (+14,29%), il prelievo di contante allo sportello (+12,05%). Minima maggiorazione anche nei movimenti allo sportello (+2,16%). Tre invece le voci di spesa su cui si risparmia: il costo per la domiciliazione dell’utenza che diventa del tutto gratuita, il canone annuo della carta di debito (-66,67%) e il costo del singolo assegno (-3,64%).