Economia

Orcel (Unicredit) al top dei banchieri più pagati d’Europa, raggiunto il collega Ermotti (UBS)

Andrea Orcel porta a casa un nuovo record retributivo. Nel 2025, l’amministratore delegato di UniCredit ha ricevuto un pacchetto da 16,4 milioni di euro, in aumento del 24% rispetto all’anno precedente. Secondo quanto riportato dal Financial Times sulla base dei documenti societari, l’incremento consente al manager italiano di raggiungere quasi esattamente Sergio Ermotti, numero uno di UBS, che nello stesso periodo ha percepito 14,9 milioni di franchi svizzeri, pari a circa 16,5 milioni di euro.
Per Orcel si tratta anche di un sorpasso simbolico: per la prima volta da quando guida UniCredit, dal 2021, supera la remunerazione di Ana Botín, presidente esecutiva di Santander, che nel 2025 ha guadagnato 14,8 milioni di euro.

Il confronto con UBS

Il quasi allineamento tra Orcel e Ermotti racconta però storie diverse. Se la busta paga di Orcel è cresciuta rapidamente, quella di Ermotti è rimasta invariata nell’ultimo anno. Il titolo di UBS, osserva il Financial Times, è stato appesantito dal confronto con il governo svizzero sulle nuove proposte di rafforzamento dei requisiti di capitale.
La stagnazione della remunerazione del banchiere svizzero riflette anche la crescente sensibilità politica sui compensi nel settore finanziario elvetico dopo l’acquisizione della rivale Credit Suisse avvenuta tre anni fa.

Ma torniamo al numero uno di Unicredit. Il pacchetto retributivo di Orcel è composto in larga parte da compensi variabili. Dei 16,4 milioni complessivi, 11,8 milioni derivano da bonus, pagati interamente in azioni e differiti per un periodo di otto anni.
Secondo i documenti societari citati dal Financial Times, il tetto massimo alla remunerazione del ceo resterà invariato anche per il 2026, confermato a 16,4 milioni di euro.

Il ritorno delle banche dell’Europa del Sud

Il quotidiano economico della City sottolinea che il balzo degli stipendi dei vertici bancari italiani e spagnoli è legato anche alle performance degli istituti dell’Europa del Sud.
Dopo essere stati considerati tra i principali punti deboli del sistema bancario europeo all’indomani della crisi finanziaria del 2008, i gruppi di Italia e Spagna hanno recuperato terreno. Oggi rappresentano tre delle quattro banche più grandi dell’Europa continentale per capitalizzazione di mercato. Santander è la più grande con un valore di circa 141 miliardi di euro. UniCredit e Santander hanno entrambe registrato utili record grazie all’aumento del margine di interesse e delle commissioni. Anche i mercati hanno premiato questa fase: nel 2025 le azioni di UniCredit sono salite di circa l’85%, mentre quelle di Santander hanno guadagnato circa il 130%.

Parallelamente è tornata la stagione delle operazioni straordinarie. Santander ha acquistato nel 2025 la banca britannica TSB e ha ceduto la propria unità polacca. UniCredit, invece, ha tentato di espandersi con operazioni più controverse. Orcel ha incontrato una forte opposizione politica sia nel tentativo di acquisire la tedesca Commerzbank sia nel progetto di integrazione con la rivale domestica Banco BPM.

L’Europa lontana dai livelli americani

Nonostante la crescita delle remunerazioni, i vertici delle banche europee restano molto meno pagati dei colleghi statunitensi.
Questo anche perché le banche dell’Unione europea sono inoltre soggette a un limite regolatorio: i bonus non possono superare il doppio dello stipendio fisso. Un vincolo che non vale per gli istituti britannici e svizzeri.
Negli Stati Uniti, dove il rally delle azioni bancarie ha spinto al rialzo i compensi, le cifre sono di tutt’altro ordine di grandezza: JPMorgan Chase ha riconosciuto al ceo Jamie Dimon 43 milioni di dollari nel 2025, Goldman Sachs ha pagato David Solomon 47 milioni, mentre Jane Fraser di Citigroup ha ricevuto 42 milioni.