Telecom, sanità e alimentare nel portafoglio 2019

13 Febbraio 2019, di Christian Schmitt (Ethenea)

Christian Schmitt co-lead portfolio manager del fondo bilanciato Ethna-Dynamisch, di Ethenea punta su telecom, alimentare e sanità per costruire il portafoglio di investimento del 2019.

La situazione all’inizio del 2019 si prospetta difficile, sebbene i tassi di crescita globali siano ancora positivi e probabilmente lo rimarranno per il resto dell’anno. Come è già avvenuto in passato, nel 2011 e nel 2015/16, bisogna attendere alcuni mesi prima che un mercato ribassista trovi un supporto. Consideriamo il movimento positivo dei prezzi di gennaio come parte di questo processo. Il clima di nervosismo non sparirà nel giro di una notte e continuerà sicuramente a dominare il primo trimestre 2019.

Il crollo delle quotazioni offre tuttavia opportunità sempre più interessanti per aprire posizioni su titoli di buona qualità. La speranza che il rallentamento della crescita non sarà negativo come previsto potrebbe portare a prezzi delle azioni significativamente più alti nel corso del 2019. In questo contesto, la gestione attiva può fare la differenza.E’ importante però non basare le proprie decisioni di investimento esclusivamente su una prospettiva annuale disegnata nel mese di gennaio, perché i mercati restano esposti a forti elementi di incertezza.

Per quanto riguarda i settori di investimento, sull’onda di quanto avvenuto nel 2018, rimaniamo ancora scettici sulle industrie cicliche e preferiamo modelli di business più stabili, guardando ad esempio al settore sanitario, del food e delle telecomunicazioni, che oggi pesano rispettivamente per il 15,2%, il 13,4% e il 12,5% nel portafoglio azionario del fondo Ethna-Dynamisch.

Da un punto di vista geografico, la nostra preferenza attuale nel portafoglio di Ethna-Dynamisch va soprattutto all’azionario statunitense e tedesco, mentre non deteniamo azioni italiane. In termini valutari, il fondo è investito prevalentemente in emissioni in euro (66%), con un’esposizione in dollari del 19% e un 4,6% denominato in corone norvegesi.