Ripresa del settore lusso, quali titoli sono interessanti?

15 Giugno 2021, di Sandro Occhilupo (Decalia Muse)

Come durante la grande crisi finanziaria, anche nella crisi sanitaria il settore del Lusso ha saputo dimostrare grande resilienza, rivelandosi tra i settori con maggiore facilità di ripresa grazie a dinamiche come la forte crescita del mercato potenziale, la bassa penetrazione in diversi mercati emergenti e nelle vendite online, fondamentale driver di crescita.

Il lusso si dimostra oggi un mix perfetto di pro-ciclicità e crescita, ma con un buon grado di difensività dato da modelli di business consolidati, con struttura costi flessibile che rende la marginalità meno affetta da periodi di crisi, e bilanci estremamente solidi.

Da circa metà 2020, il lusso continua a registrare un’accelerazione della crescita organica superiore a ogni altro settore di consumo. Una progressione ancor piu’ impressionante se si considera che in molti Paesi, soprattutto in Europa, le chiusure retail nel periodo superavano il 50% per gran parte dei brand.

Negli ultimi 12 mesi gran parte della ripresa è stata guidata dal mercato Cinese, ma sono stati gli USA a sorprendere particolarmente grazie agli effetti dei numerosi stimoli monetari insieme al successo della campagna vaccinale, in grado di accelerare le riaperture e migliorare fiducia dei consumatori e domanda locale. Dopo Cina e USA, sarà l’Europa “riaperta” a guidare la ripresa nella seconda metà dell’anno.

Pelletteria, ma anche gioielleria e orologeria hanno trainato la prima fase della ripresa ma sarà con tutta probabilità Il segmento “luxury experiences”, rimasto indietro perchè piu’ impattato dalla chiusura di molte attività quali alberghi e ristoranti a dare un ulteriore sprint al settore. Il mercato stima che per i prossimi 3-5 anni turismo ed esperienze luxury possano crescere ad un ritmo del 20% annuo, superiori al “solo” +10% annuo dell’intero settore lusso.

Un ultimo fattore di traino è il continuo consolidamento in atto e l’appeal dei brand del settore, anche grazie all’alto livello di liquidità nei bilanci. Negli ultimi mesi alcuni titoli hanno beneficiato di ipotesi speculative su scenari di M&A (come Exor in cerca di target, Armani non necessariamente più indipendente, Renzo Rosso candidato consolidatore, Ruffini-Stone Island, Kering reshuffling, LVMH-Tod’s etc).

Nonostante valutazioni assai ambiziose, molte società hanno ancora davanti un forte potenziale di espansione, con marginalità e capacità di generazione di cassa in grado di rendere i ritorni appealing anche a prezzi apparentemente eccessivi.

In questo contesto, LVMH rimarrà tra le meglio posizionate, grazie all’esposizione al settore alberghiero con Belmond e Cheval Blanc, ma anche alla componente “beverage”, fortemente legata alla seconda fase di ripresa.

Brand come Moncler e Ferrari, che hanno finora registrato riprese meno entusiasmanti a causa di eccessiva esposizione Europea o impattate da one-offs, avranno probabilmente nuove leve di performance.
Infine Burberry, grazie alla ristrutturazione in corso e a valorizzazioni piu appealing, potrebbe sovraperformare il settore nei prossimi mesi.