Mobilità elettrica nei mercati emergenti: non solo auto

di Aurelia Marti (Gruppo Schroders)
26 Aprile 2023 09:57

La decarbonizzazione del settore dei trasporti è ritenuta essenziale per ridurre le emissioni di gas serra e raggiungere gli obiettivi “net zero”. Secondo la IEA (International Energy Agency), il trasporto su strada è responsabile del 70% delle emissioni globali da trasporto. L’elettrificazione dei veicoli avrà un ruolo fondamentale nella corsa verso il Net Zero, ma finora l’attenzione si è concentrata soprattutto sui mercati sviluppati e sulle auto elettriche personali.

La transizione verso la mobilità elettrica non si limita ai singoli veicoli e non è certamente limitata ai mercati sviluppati. Alcune delle più grandi città del mondo emergente, come Nuova Delhi e Giacarta, hanno concentrazioni di inquinamento 15 volte superiori ai livelli raccomandati dall’OMS. Si prevede inoltre che i mercati emergenti cresceranno di oltre il 10% tra il 2020 e il 2030 e che la popolazione dell’Africa subsahariana raddoppierà entro il 2050.

Lo sviluppo di infrastrutture pulite per il trasporto pubblico o di car sharing è una storia diversa, a cui gli investitori dovrebbero prestare molta attenzione. Per realizzare infrastrutture di ricarica, reti migliorate e una produzione di batterie diversificata su scala geografica, saranno necessari investimenti privati per miliardi di dollari.

Ostacoli per le infrastrutture di ricarica

La crescita delle vendite di veicoli elettrici dipende dalla disponibilità di punti di ricarica adeguati. Le opzioni a disposizione degli utenti per ricaricare un veicolo elettrico sono limitate: la prima è la ricarica privata e l’unica alternativa è rappresentata dai caricatori pubblici sparsi per la città. La tipica stazione di ricarica cittadina ha una capacità di ricarica limitata e può richiedere alcune ore per raggiungere la carica completa.

Anche la densità dei punti di ricarica pubblici varia notevolmente nelle diverse regioni del mondo. La Cina è in prima fila nell’adozione dei veicoli elettrici e attualmente rappresenta quasi la metà del parco veicoli elettrici mondiale. La Cina ha anche la rete più fitta di punti di ricarica pubblici, con una stazione di ricarica pubblica ogni sette veicoli elettrici in circolazione. Gli Stati Uniti e l’Europa sono ancora indietro, con densità medie rispettivamente di 18 e 16 EV per stazione di ricarica. Si stima che entro il 2030 dovranno essere installati più di 13 milioni di punti di ricarica pubblici per sostenere la prevista crescita dei veicoli elettrici, partendo da una base attuale di circa 3,5 milioni, la maggior parte dei quali si trova in Cina. In base ai costi medi attuali, l’obiettivo di aggiungere infrastrutture di ricarica pubbliche rappresenterebbe investimenti di capitale dell’ordine di 150-200 miliardi di dollari fino al 2030 (cumulativi), con circa il 10% degli investimenti da distribuire nei mercati emergenti, secondo l’IEA.

Il principale ostacolo, tuttavia, è rappresentato dai modelli di guadagno delle stazioni di ricarica. Gli impianti di ricarica pubblici seguono in genere un modello business-to-customer (“modello B2C”). Ciò significa che i ricavi sono generati dalla vendita di elettricità ai singoli utenti. Queste attività dipendono quindi in larga misura dal numero di utenti che caricano i veicoli e dalla quantità di elettricità che utilizzano. I flussi di cassa stabili vengono generati solo una volta raggiunta una certa scala. Il modello non è adatto alla maggior parte degli investitori finanziari o dei creditori.

Opportunità 1: autobus

Lo sviluppo di infrastrutture pulite per il trasporto pubblico o il car sharing è diventato una priorità per alcune delle più grandi città del mondo. Gli autobus elettrici, in particolare, sono efficienti per affrontare l’inquinamento atmosferico, possono ridurre la congestione del traffico e possono beneficiare di forti incentivi governativi. Gli autobus urbani seguono tipicamente percorsi prevedibili ed effettuano viaggi regolari verso i depositi, dove possono ricaricarsi.

A livello globale, possiamo aspettarci che il mercato degli autobus elettrici cresca da meno di 700.000 veicoli nel 2021 a oltre 3 milioni entro il 2030. Secondo l’IEA, ciò rappresenterebbe comunque solo l’11% di tutti gli autobus in circolazione. Le flotte di autobus elettrici rappresentano anche un’opportunità per gli investimenti privati. Gli operatori di autobus di solito beneficiano di contratti di concessione a lungo termine con un comune o un ente pubblico, che forniscono loro visibilità sui percorsi e sull’utilizzo degli autobus. Questo crea un’opportunità per i modelli business-to-business (B2B).

Opportunità 2: motocicli

Le due ruote sono il mezzo di trasporto privato preferito nei mercati emergenti. I veicoli a tre ruote, o auto-rickshaw, sono un mezzo comune di mobilità condivisa nelle grandi città dei mercati emergenti. Si tratta in genere di veicoli leggeri, utilizzati per piccoli spostamenti e a bassa velocità. I motori a batteria di piccole dimensioni sono solitamente più economici da produrre, con costi di esercizio inferiori e una minore esposizione ai prezzi del petrolio. Gli autisti sono inoltre protetti dall’usura della batteria, poiché le batterie meno performanti vengono gradualmente riciclate e sostituite.

La riduzione dei costi operativi, o dei tempi di attesa, aumenta la loro disponibilità e quindi i potenziali ricavi. Non è una sorpresa che l’adozione di veicoli elettrici a due e tre ruote avvenga su larga scala in Paesi come l’India o il Vietnam. Nel 2021 sono stati venduti centinaia di migliaia di veicoli elettrici, che rappresentano oltre il 20% delle vendite di veicoli a due e tre ruote. Secondo le prospettive attuali, i veicoli elettrici dovrebbero rappresentare oltre la metà delle vendite di veicoli a due e tre ruote a livello globale entro il 2030, secondo l’IEA.

Opportunità 3: investire nella rete elettrica

Sebbene i veicoli elettrici abbiano un impatto positivo diretto sulle emissioni di gas di scarico, sono ecologici solo quanto la rete elettrica che utilizzano per la ricarica, che in molti mercati emergenti è ancora fortemente basata sui combustibili fossili. La ricarica dei veicoli elettrici è inoltre ad alta intensità energetica e può aumentare la pressione sulle reti deboli, già soggette a limitazioni di capacità. La crescita del settore della mobilità elettrica richiederà investimenti significativi per aggiornare le reti elettriche e aumentare la produzione di energia rinnovabile. Molti Paesi emergenti sono già impegnati a soddisfare la crescente domanda di elettricità da parte di una popolazione sempre più ricca e a favorire le energie rinnovabili.

L’importanza dello sviluppo dei materiali e della produzione di batterie

La crisi del Covid-19 e la guerra in Ucraina hanno evidenziato colli di bottiglia e debolezze nella catena di approvvigionamento della transizione energetica. L’estrazione dei metalli per batterie è fortemente concentrata geograficamente in Australia, Repubblica Demografica del Congo, Russia e Indonesia. L’aumento della domanda e la contrazione dell’offerta hanno provocato un forte aumento dei prezzi dei metalli nel 2022. Esiste tuttavia un notevole potenziale di estrazione non realizzato a livello globale, che può contribuire alla diversificazione nel lungo periodo.

Anche la produzione di celle per batterie è altamente centralizzata. La Cina fornisce quasi l’80% delle batterie mondiali. Poiché la capacità di produzione di batterie a livello mondiale è destinata ad aumentare, vi sono forti opportunità per altre aree geografiche di svolgere un ruolo nelle catene di fornitura dei veicoli elettrici. Questa diversificazione sarà fondamentale per rafforzare le catene di fornitura globali e sostenere la transizione verso la mobilità elettrica.