Come investire nelle Ipo a Wall Street

1 Luglio 2021, di Davide Vicini (Abalone Gräff)

l rally di Wall Street ha sostenuto per mesi le quotazioni delle Ipo. Ultimamente l’entusiasmo degli investitori sembra essersi raffreddato o comunque fatto più selettivo. Con i mercati inondati di liquidità, le IPO hanno registrato la migliore performance degli ultimi 20 anni. Questo prima di includere le IPO in modalità SPAC, che nel solo Q1 hanno completato più operazioni e raccolto più capitali rispetto all’intero anno record del 2020.

Nonostante questo, il sentimento degli investitori rimane fragile. C’è il timore di una correzione del mercato all’orizzonte, con le incertezze su possibili nuove ondate della pandemia che bloccano la ripresa economica. Inoltre, gli investitori retail contano per più del 20% del volume degli scambi della borsa di New York, in special modo concentrati su azioni tecnologiche, portando una maggiore volatilità ed una scarsa attenzione ad i valori fondamentali dell’analisi creando così a delle valutazioni fuori da parametri ordinari.

I multipli raggiunti da molte Ipo in collocamento riflettere sulla loro sostenibilità nel lungo periodo. Guardando durante il corso del 2020 e 2021 la maggior parte delle IPO sono state di società nel settore della tecnologia e di quello dell’health care. I due settori hanno goduto, seppur in modi diversi, di un’amplificazione delle prospettive di crescita, connessa alla pandemia ed agli avanzamenti tecnologici.
Questo fattore ha rappresentato un volano per valutazioni a multipli sempre più alti. Inoltre, va detto che in America i metodi di valutazione che molti fondi VC applicazione nel percorso di crescita pre- IPO si basano su quante quote di mercato il business model di una certa azienda riuscirà a conquistare, adottando dunque multipli sul fatturato invece di altri metodi più conservativi e meno pesati su flussi futuri ed incerti.

Dal punto di vista di un investitore retail, il passato di un’azienda in prossima IPO deve essere un elemento di valutazione essenziale per una decisione di investimento, sia in termini di robustezza della crescita dei ricavi che di capacità di contenere i costi a sostegno della crescita. Cosi’ come risultati netti d’esercizio in miglioramento o meno, a causa di una crescita sostenuta solo da costi più alti.
Un altro parametro importante è comprendere se ci sono dei “lock-up” per gli investitori VC che hanno sostenuto la società fino al momento della IPO. In una tradizionale IPO, tutti gli investitori VC non possono vendere le loro azioni al primo giorno di quotazione, diversamente con le SPAC o con Direct Listing ci sono stati casi in cui gli investitori VC hanno potuto vendere le loro posizioni nei primi giorni di quotazione, a discapito dei piccoli investitori, entrati in IPO a prezzi elevati ed esposti ad un immediato crollo nelle ore immediatamente successive.

Il fenomeno delle SPAC o Direct Listing in America è caratterizzato da costi ridotti rispetto ad una tradizionale IPO e da tempistiche più brevi. Questo fattore di velocità e tempi ridotti dipende anche dalla maggiore frequenza delle quotazioni sull’AIM rispetto alla Borsa Italiana.
La procedura di ammissione all’AIM è leggera e veloce, in quanto il mercato è organizzato esclusivamente per investitori professionali che hanno una maggiore capacità di analisi, rispetto al pubblico misto. Per l’ammissione non è necessaria la pubblicazione del prospetto informativo e l’esame si limita alla verifica di completezza e correttezza della domanda di ammissione. Tale domanda viene analizzata, ed ottiene il responso di ammissione o rigetto entro 10 giorni dalla presentazione. L’ammissione avviene attraverso una pubblicazione di Avviso al mercato.

Ma come fanno gli investitori ad accedere a questo segmento di mercato ed investire sulle prossime IPO?

Per capirlo dobbiamo distinguere tra investitori qualificati o retail, ed esistono differenti strumenti da utilizzare per poter partecipare alla vita pre e post quotazione in borsa delle società a forte crescita, con capitalizzazioni superiori al miliardo, detti unicorni.

Ci sono alcuni fondi in Europa che hanno come target d’investimento società unicorni vicine alla quotazione, solitamente 12-24 mesi prima della IPO. Questi fondi acquistano quote del capitale di società in forte crescita ed aspettano il momento della quotazione. Investitori professionali posso investire in questi fondi. Altri strumenti sono ETF esistenti sul mercato US che analizzano ed investono nelle società più attraenti al momento del listing. Questi ETF sono accessibili anche agli investitori retail.