di Antonio Cesarano (Intermonte)

Bce, almeno un altro rialzo in vista

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Le decisioni di ieri della Bce possono essere così sintetizzate:

  • Tassi: rialzo di 25 punti base (concessione alle colombe contro le richieste di 50 punti base dei falchi)
  • Quantitative Tightening (QT): stop ai reinvestimenti della linea APP da luglio 2023 (concessione ai falchi)
  • Guidance: porteremo i tassi fin dove riteniamo siano restrittivi
  • TLTRO: nessuna anticipazione su quanto la Bce intende fare per la scadenza di fine giugno (477 miliardi di euro)
    Nella conferenza stampa Lagarde ha aggiunto:
  • La decisione di oggi sui tassi non è da intendersi come pausa dei rialzi
  • Abbiamo ancora strada da fare
  • La decisione è stata quasi unanime
  • Vi è stata discussione tra chi voleva 25 pb e 50 pb

Commento alla decisione della Bce

  • La decisione rappresenta un compromesso tra le istanze di falchi e colombe, lasciando ancora aperta la decisione sulla TLTRO in scadenza a fine mese.
    • Su quest’ultimo punto Lagarde ha dichiarato che le banche dovrebbero essere preparate, che nel caso vi sono già diverse linee di liquidità cui attingere e che in caso di necessità la Bce può essere “inventive”.
  • Nella riunione del 15 giugno l’attesa è per un altro rialzo di 25 punti, rimanendo aperta la possibilità di un ulteriore rialzo della stessa entità nella riunione del 27 luglio.
    • Di conseguenza il tasso sui depositi potrebbe essere portato al massimo al 3,75%, con la possibilità però che il rialzo di giugno possa già rappresentare l’ultimo del ciclo, in vista di un marcato rallentamento della crescita causato dal restringimento dei criteri e della quantità di credito erogato già emerso dall’ultimo Bank lending Survey.
  • Nel breve vi potrebbe essere un temporaneo allargamento dello spread in area 200/230 pb in conseguenza anche della prospettiva di minore supporto derivante dai reinvestimenti dell’APP, soprattutto ad ottobre, quando sarà raggiunto il picco 2023 mensile di scadenze di circa 53 Mld€.
    • L’allargamento potrebbe però essere temporaneo e rientrare mano a mano che si concluderanno le trattative anche sul nuovo patto di stabilità e crescita.
  • Allargando lo sguardo e l’orizzonte, per il secondo semestre si profila un contesto di aumento liquidità da parte della Fed (per sedare le tensioni in ambito bancario) e potenzialmente tassi a medio lungo termine in calo in vista di una recessione marcata in Usa ed un rallentamento in area euro per effetto principalmente del restringimento del credito, più forte negli Usa dopo le turbolenze ancora in atto in ambito banche regionali.
    • La Bce potrebbe concludere il ciclo rialzista dopo la Fed, mentre nel frattempo la Fed potrebbe già lasciare intendere l’intenzione di allentare i tassi in ottica almeno 2024.
  • Questo scenario depone a favore degli asset maggiormente sensibili a tassi in calo e liquidità in aumento, in primis:
    • comparto growth (con focus soprattutto sugli indici Usa);
    • oro;
    • comparto obbligazionario governativo.
  • I mesi di maggio e giugno potrebbero rappresentare un momento di temporanee prese di profitto sull’equity prima dello scenario delineato nella seconda parte dell’anno, in vista di maggior focus sull’evoluzione delle banche regionali e dei negoziati sul tetto sul debito Usa.