Opec taglia stime, nuovo tonfo del petrolio. Guerra dei prezzi, verso $70?

6 Novembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – La produzione di petrolio crude dell’Opec scenderà nel breve-medio termine più di quanto previsto.

Nel suo outlook sul petrolio che viene stilato ogni anno, l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio ha reso noto che entro la fine del 2017, la produzione di greggio dovrebbe scendere di 1,8 milioni di barili al giorno, a 28,2 milioni di barili, contro la stima che parla in media di un output di 30 milioni di barili al giorno per quest’anno. Questo, a causa di una minore domanda globale di petrolio.

Immediata la reazione dei commodities, i futures sul petrolio scambiati a New York. Riviste al ribasso anche le previsioni sulla crescita dei prezzi.

Nel suo outlook l’Opec ha parlato di “lieve flessione dei valori reali” nel corso di questo decennio, facendo riferimento a un “prezzo costante nominale” di $110 al barile nel periodo compreso tra ora e il 2020. A fronte del rialzo delle stime per l’economia degli Usa, l’outlook dei BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) è stato tagliato nel medio termine.

L’organizzazione ha affermato che esiste il pericolo di un “eccesso di capacità notevole nel settore”.

Il rapporto arriva in un momento in cui diversi paesi appartenenti all’Opec, tra cui l’Arabia Saudita e l’Iraq, hanno tagliato i prezzi e aumentato la produzione al fine di mantenere invariate le proprie quote di mercato. Si parla di fatto di una guerra dei prezzi.