Opec: petrolio non tornerà più a 100 dollari

12 Maggio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – I principali paesi produttori di petrolio non accetteranno una quota di mercato più bassa.

Lo hanno riferito al Wall Street Journal alcune fonti a conoscenza del report dell’Opec che verrà utilizato come base di discussione per il prossimo vertice, in programma il 5 giugno a Vienna.

La fetta facente capo al cartello al momento si trova al 32% del totale.

I prezzi non reaggiungeranno i 100 dollari, secondo l’ultimo rapporto strategico dell’Opec. Tale cifra “non è preventivabile in alcun scenario” nei prossimi dieci anni e anzi potrebbe scendere sotto i 40 dollari al barile.

Lo scenario più ottimista del cartello vede un valore di 76 dollari nel 2025. Se così fosse solo Qatar e Kuwait potrebbero coprire le spese che accompagnano un mercato con prezzi simili.

Nello scenario peggiore, ogni barile costerà 40 dollari, un valore che metterebbe in serie difficoltà persino l’Arabia Saudita.

“Se vogliono sostenere l’organizzazizone non hanno altra scelta: devono reintrodurre le quote di produzione”, ha detto la fonte. Una concessione dei membri più influenti, come i paesi del Golfo e il Venezuela, sarebbe temporanea.

Nel rapporto si chiede di prendere in considerazione la possibilità di ridurre i livelli di produzione, tramite il ripristino di quote produttive individuali, che erano state abbandonate nel 2011 a favore di una soglia collettiva.

Sui mercati intanto continua il calo del greggio, con il Brent che scambia in ribasso per il terzo giorno consecutivo sotto i 65 dollari al barile.

Fonte: Wall Street Journal

(DaC)