Oms: “In Europa vicina la fine della pandemia”

3 Febbraio 2022, di Alessandra Caparello

A due anni dall’inizio dell’emergenza Covid-19, l’Europa potrebbe presto entrare in un “lungo periodo di tranquillità” grazie agli alti tassi di vaccinazione, alla variante Omicron più mite e alla fine dell’inverno, insomma siamo vicini alla fine della pandemia.

E’ un messaggio di grande speranza quello che lancia oggi il direttore dell’Oms Europa Hans Kluge, secondo cui la situazione del Covid in Europa è in una sorta di “tregua” alla quale potrebbe seguire la fine della pandemia.

Non possiamo dire che ora è tutto finito, ma voglio evidenziare che la Regione europea ha la straordinaria opportunità di prendere il controllo della trasmissione, grazie a 3 elementi: larga copertura vaccinale e immunità naturale, l’uscita dall’inverno e la minore gravità della variante Omicron, ormai consolidata. Questo contesto, che non abbiamo mai sperimentato finora in questa pandemia, ci dà la possibilità di un lungo periodo di tranquillità (…) Questo periodo di maggiore protezione può essere considerato come una sorta di tregua che potrebbe portare ad una pace duratura”. A condizione che si continui a consolidare e preservare l’immunità continuando a vaccinare, anche con terza dose; mantenere alta l’attenzione sui più vulnerabili; promuovere comportamenti di autoprotezione e responsabilità individuale; intensificare la sorveglianza per scoprire nuove varianti tempestivamente”.

La situazione in Italia migliora

Buone notizie sul fronte contagi anche in Italia. Secondo il consueto monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe, nel periodo 19-25 gennaio 2022, dopo 13 settimane consecutive di aumento, si registra una lieve flessione dei nuovi casi: 1,2 milioni con una riduzione del 3,7% rispetto alla settimana precedente. La frenata nazionale della curva dei contagi risente di situazioni regionali molto eterogenee. Se, infatti, in 12 Regioni si registra un incremento percentuale dei nuovi casi (dallo 0,7% dell’Umbria al 38,1% delle Marche), in 9 si registra una riduzione (dal -1,4% dell’Abruzzo al -35,8% della Calabria).
Resta alta la pressione sugli ospedali, dove i posti letto occupati da pazienti COVID in area medica aumentano, seppur più lentamente (+3% rispetto alla settimana precedente), mentre si registra una lieve flessione in terapia intensiva (-1,4% rispetto alla settimana precedente).
Sul fronte delle terapie intensive prosegue la flessione degli ingressi giornalieri, la cui media mobile a 7 giorni scende a 132 ingressi/die rispetto ai 141 della settimana precedente.  La diminuzione dei casi, spiega il presidente Nino Cartabellotta, “in parte è dovuto al calo dei tamponi totali (-8,1%) e in parte a una minore circolazione del virus, che però resta ancora molto elevata”. E infatti, per quanto riguarda i test, si registra un calo del numero dei tamponi totali (-8,1%), passati da 7.327.579 della settimana 19-25 gennaio a 6.731.291 della settimana 26 gennaio-1 febbraio, con una diminuzione sia dei tamponi rapidi (-312.410; -5,6%) che di quelli molecolari (-283.878; -16,5%

Dopo la Danimarca anche la Svezia rimuove restrizioni

In origine è stata la Danimarca e ora anche la Svezia ha deciso di abbandonare tutte le restrizioni anti covid dal 9 febbraio.

“E’ tempo di riaprire la Svezia, la pandemia non è finita ma è entrata in una nuova fase”, ha detto oggi la primo ministro Magdalena Andersson, annunciando la fine delle restrizioni grazie all’alto numero di vaccinazioni e la minor gravità delle infezioni dovute alla variante omicron.

Da mercoledì prossimo quindi nel paese cadranno le restrizioni imposte a bar e ristoranti così come viene abolito il tetto massimo di partecipanti ad eventi pubblici e non sarà più raccomandato di indossare la mascherina sui trasporti pubblici affollati.
Rimane la raccomandazione per le persone non vaccinate a non frequentare luoghi affollati e a rimanere a casa in presenza di sintomi. Anche la Francia sembra voler voltare pagina prevedendo da ieri l’allentamento di diverse misure come la fine dei limiti di accesso nei siti aperti al pubblico, stop al telelavoro obbligatorio e alle mascherine all’aperto.

Il tutto mentre arrivano notizie sugli ottimi progressi compiuti dalla scienza per sconfiggere il Covid. Parliamo della scoperta di MBL, la molecola anti Covid scoperta da ricercatori italiani, in grado di combattere tutte le varianti della spike, Omicron compresa. Mannose Binding Lectin è funzionalmente simile a un anticorpo e per la sua attività antivirale potrebbe diventare una nuova arma contro Covid-19. La scoperta è pubblicata su Nature Immunology da un gruppo internazionale di ricerca coordinato da Alberto Mantovani e Cecilia Garlanda di Humanitas ed Elisa Vincenzi dell’IRCCS Ospedale San Raffaele.