Occasione storica per svecchiare PA: 20% statali va in pensione

18 Settembre 2017, di Alberto Battaglia

Nel giro dei prossimi quattro anni il 20% dei dipendenti statali abbandonerà il proprio posto di lavoro: complessivamente si parla di di 500mila dipendenti che andranno in pensione cui si aggiungono altri 100mila statali che dovrebbero passare dal settore pubblico al privato.

Tali cifre sono il risultato del profilo demografico del pubblico impiego che, dopo anni di stasi, dovrebbe aprire nuovi posti ai giovani. Lo ha confermato al Sole 24 Ore il sottosegretario alla Funzione pubblica, Angelo Rughetti: “È un’occasione straordinaria per far entrare i giovani e la legge di bilancio può essere uno strumento per coglierla”.

Le nuove assunzioni di statali dovranno rispettare le soglie del turn over, che, però, sono già più generose di qualche anno fa. Per i Comuni si potranno investire in nuovi posti di lavoro il 75% dei risparmi prodotti dalle uscite, mentre la soglia generale dell’amministrazione resta al 25% (ma potrebbe salire al 100% nel 2019).

Fatti i calcoli sulla base di queste cifre, dovrebbero essere assunti 80mila statali già entro il 2018, al netto della scuola. Valutando l’età media dei dipendenti i settori del pubblico impiego che dovrebbero svecchiarsi maggiormente sono i ministeri, nei quali l’età media supera i 60 anni, e i tecnici delle università.

La riforma della Pubblica Amministrazione allo studio dovrebbe rinnovare le modalità attraverso le quali vengono reclutate le figure professionali da inserire nel pubblico impiego: queste dovrebbero comprendere, in particolare, l’individuazione delle competenze strategiche sulle quali è opportuno investire, superando la rigidità degli organici statali.