Obsolescenza programmata, multa milionaria per Apple e Samsung

24 Ottobre 2018, di Alberto Battaglia

L’autorità Antitrust ha richiesto il pagamento di 10 milioni di euro di multa per Apple e di 5 milioni per Samsung, ree di aver agito con pratiche di obsolescenza programmata in grado di compromettere le funzionalità dei device. Nel dettaglio, sono gli aggiornamenti del sistema operativo a costituire lo strumento tramite il quale le due società, di fatto, inducevano un invecchiamento precoce per i loro dispositivi. Le sanzioni, ha fatto sapere l’Antitrust, sono quelle massime, “tenuto conto della gravità delle condotte e della dimensione dei professionisti”.

Secondo il comunicato dell’Agcm, è stato “accertato” che le società del “gruppo Apple e del gruppo Samsung hanno realizzato pratiche commerciali scorrette in relazione al rilascio di alcuni aggiornamenti del firmware dei cellulari che hanno provocato gravi disfunzioni e ridotto in modo significativo le prestazioni, in tal modo accelerando il processo di sostituzione degli stessi”.

Apple e Samsung avrebbero indotto i consumatori a effettuare download degli aggiornamenti “anche su dispositivi non in grado di supportarli adeguatamente, senza fornire adeguate informazioni, né alcun mezzo di ripristino delle originarie funzionalità dei prodotti”, mediante “insistente richiesta”.

 

Nel caso di Apple, ad esempio, è stato “insistentemente proposto ai possessori di vari modelli di iPhone 6, di installare il nuovo sistema operativo iOS 10 sviluppato per il nuovo iPhone7, senza informare delle maggiori richieste di energia del nuovo sistema operativo e dei possibili inconvenienti – quali spegnimenti improvvisi – che tale installazione avrebbe potuto comportare”.

“È una decisione storica che finalmente ristabilisce il diritto del consumatore a poter fruire di prodotti funzionanti. Non possono esistere scuse quali quelle che l’hardware sia troppo vecchio per stare al passo con il software”, ha commentato Ivo Tarantino, responsabile Relazioni esterne Altroconsumo, “La catena dell’innovazione non deve essere fatta subire al consumatore, ma deve essere al servizio degli utenti che devono poter disporre di prodotti che funzionano non solo al momento dell’acquisto ma anche negli anni a seguire. Qual è il reale valore di un telefono che mi costa centinaia di euro ma al primo aggiornamento diventa inservibile?”.