Obama contro deficit: basta sprechi e più tasse sui ricchi

11 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Via gli sprechi e piu’ tasse sui ricchi: questa la ricetta di Barack Obama per ridurre il deficit americano e rafforzare gli investimenti in crescita e occupazione. Ma anche quelli nella scuola, aumentando le imposte sul tabacco.

Nel presentare la sua Finanziaria al Congresso il presidente Usa mantiene quindi le promesse tante volte annunciate durante la campagna elettorale e dopo la sua rielezione, ma cercando di non esasperare i toni della disputa che da mesi va avanti con i repubblicani.

L’appello del presidente e’ di raggiungere al piu’ presto un compromesso, per sbloccare la situazione di stallo che vede due leggi di bilancio diametralmente opposte approvate l’una dai democratici in Senato, l’altra dai repubblicani alla Camera.

“Bisogna essere seri e responsabili”, ammonisce, sottolineando come i necessari tagli alle spese non siano incompatibili con quegli investimenti senza i quali non ci puo’ essere una vera ripresa dell’economia. Anche perche’ all’orizzonte si addensano le nuvole: l’amministrazione ha rivisto al ribasso le stime di crescita, indicando un Pil al 2,3% nel 2012 e al 3,2% nel 2013. Anche se la disoccupazione dovrebbe continuare a scendere al 7,7% quest’anno e al 7,2% il prossimo.

Ma e’ lo scenario mondiale ad alimentare le preoccupazioni, con la crisi dell’Eurozona ancora irrisolta e il numero uno del Fondo monetario internazionale (Fmi), Christine Lagarde, che rinnova l’allarme: nel mondo ci sono ormai 200 milioni di disoccupati. Per questo – ammonisce a una settimana dai meeting di primavera di Fmi e Banca mondiale – la priorita’ dei governi non puo’ che essere l’occupazione.

L’amministrazione Obama ne e’ cosciente e per questo insiste nel contrastare una ricetta dei repubblicani che punta molto di piu’ sui tagli rispetto alla manovra disegnata da Casa Bianca e Tesoro. Una manovra che prevede un taglio del deficit di 1.800 miliardi in dieci anni, da realizzare soprattutto attraverso 930 miliardi di riduzione degli sprechi nell’ambito della spesa pubblica e circa 580 miliardi di nuove entrate fiscali.

Nel dettaglio, il deficit nei prossimi tre anni dovrebbe scendere al 4,4% nel 2013: questo anche eliminando molti sgravi fiscali finora riconosciuti alle persone piu’ agiate e innalzando almeno al 30% l’aliquota sui redditi sopra al milione di dollari. E’ la cosiddetta ‘Buffett Rule’, che prende il nome dal miliardario americano Warren Buffett che denuncio’ il fatto di pagare meno tasse della sua segretaria.

La manovra Obama prevede quindi anche un programma di investimenti in infrastrutture e nell’istruzione, settori ritenuti fondamentali dal presidente americano per rilanciare economia ed occupazione e per dare un futuro di prosperita’ alle future generazioni.

In particolare, per l’anno fiscale 2014 la manovra propone investimenti per 50 miliardi di dollari in strade, ponti e altre opere pubbliche, cui si aggiungono un miliardo per sostenere l’innovazione nel comparto manifatturiero e un ulteriore miliardo per l’istruzione, da reperire anche con un aumento delle imposte sul tabacco. Previsti anche un innalzamento del salario minimo e un credito d’imposta del 10% per le Pmi che assumono o aumentano gli stipendi.

50 mila civili in meno al Pentagono

Il dipartimento della difesa Usa sta considerando di ridurre fino a 50 mila unita’ nei prossimi cinque anni il numero dei suoi dipendenti civili. Presentando il budget da 526 miliardi di dollari a disposizione del Pentagono per l’anno fiscale 2014, il segretario alla Difesa Chuck Hagel ha oggi affermato che verranno ridotti i civili impiegati dal Dipartimento, che attualmente sono circa 800 mila. Il sottosegretario alla Difesa Robert Hale ha affermato che la riduzione potrebbe avvenire con il blocco del turn-over.