Nuovi controlli anti evasione: follia senza limiti

7 Settembre 2017, di Giovanni Falcone

Nuovi controlli anti evasione: Follia senza limiti!

Leggo oggi dal Sole 24 Ore che partono i nuovi strumenti messi a disposizione nella lotta all’evasione IVA: dalla teoria alla pratica.

Gli strumenti saranno anche nuovi, ma i destinatari di queste vessazioni, questa ingordigia di Stato è sempre la stessa.

Tassazione alle stelle, aziende che chiudono, altre che delocalizzano o, per meglio dire scappano all’estero dove possono almeno sopravvivere, e imprenditori che si tolgono la vita.

E che fa la nostra Amministrazione finanziaria: fa partire strumenti nuovi per scovare i furbi, quelli che ancora non si sono suicidati e hanno la forza di andare avanti.

Follia, follia allo stato puro!

Avviso al contribuente

Si comincia con un avviso bonario dicendo, come nella lettera inviata ai contribuenti l’11 luglio corrente anno: “Gentile contribuente, dall’esame dei dati e dai versamenti <<sono emerse alcune incongruenze>>.

Da questa operazione di verifica e controllo delle comunicazioni relative ai dati del 1° trimestre dell’anno sulle liquidazioni dell’Imposta sul valore aggiunto, ci si attende un gettito di oltre due miliardi.

Grandi questi soloni che lavorano nell’Amministrazione finanziaria, ma che dico, grandissimi!

Per gli operatoti economici che hanno presentato le dichiarazioni, che operano, resistono anche  e non solo alle avversità della crisi, vengono controllate le incongruenze.

Per gli altri invece, quelli che aprono una Partita IVA, senza istituire le scritture contabili e senza mai presentare le dichiarazioni fiscali nei vari appuntamenti annuali, definiti dalla Società Generale Informatica[1] le c.d. “partite morte”, nulla anzi che, scusate se ne parlo!.

Purtroppo sono morte solo a Roma, solo per il fisco, ma sul territorio sono vive eccome e nessuno le controlla, gli fa una visitina.

Emblematico il caso del carrozziere che con regolare Partita IVA da oltre venti anni emetteva fatture a beneficio del Comune per riparare le autovetture dei Vigili Urbani o addirittura alle Forze dell’Ordine, Guardia di finanza compresa naturalmente, mica poteva mancare!

Ne ho parlato abbondantemente nell’articolo https://www.wallstreetitalia.com/evasione-fiscale-lotta-alle-chiacchiere/.

Poi abbiamo quelli che emettono le fatture per operazioni mai eseguite, in pratica fatture false, al solo fine di consentire a terzi di abbattere gli imponibili e ridurre significativamente il carico fiscale.

Operazione questa particolarmente in uso nell’ultimo trimestre dell’anno, presso le Holding imprenditoriali, per aggiustare le carte si dice, applicando il principio dei vasi comunicanti: emette fattura “falsa” la società in perdita (aumentando il fatturato ma non arriva manco a zero e non paga niente) e la registra un’altra società dello stesso gruppo che al contrario della prima ha il bilancio in attivo e la registra come costo – naturalmente fittizio – riducendo l’imponibile e quindi l’imposta da versare.

Ho visto più fatture false in otto anni in banca che in circa trent’anni nella Guardia di finanza.

Di quelli che invece lavorano in completa evasione e che ufficialmente non conosce nessuno, per carità di patria, non ne parliamo proprio.

Nel frattempo, continuiamo con questa “follia” nella ricerca delle incongruenze!

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[1] Società partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze che gestisce l’Anagrafe Tributaria