Nord Europa sempre contro Sud. Ma con crisi ha guadagnato

3 Maggio 2013, di Redazione Wall Street Italia

Roma (WSI) – Da tempo hanno puntato il dito contro i Paesi del Sud Europa accusandoli di non sapere fare bene i loro conti. Hanno sbandierato che i loro contribuenti non avrebbero rimesso un euro per salvare chi non si sarebbe adoperato a fare i compiti a casa. E così è stato. In tre anni e mezzo di crisi del debito sovrano, i cittadini dei Paesi del Nord Europa non hanno perso un solo centesimo dei loro risparmi.

I governi di Germania, Finlandia, Austria, Paesi Bassi e Francia sono riusciti a mettere al sicuro miliardi di miliardi di euro, grazie al forte calo dei rendimenti dei titoli di Stato e dei costi di finanziamento. Ma, nonostante l’evidenza dei fatti, quel sentimento di risentimento che nutrono verso Grecia, Spagna, Italia e Portogallo, bollati come popolo di pigri e spendaccioni e che mina al cuore l’unità dell’Europa, non è mai venuto meno.

Anzi, secondo gli economisti con l’avvicinarsi delle elezioni tedesche previste a settembre, l’ostilità aumenterà, perché il cancelliere tedesco, Angela Merkel, che aspira ad acciuffare un terzo mandato, dovrà riaffermare il suo impegno a proteggere gli elettori da potenziali perdite. Ma quel che dovrebbe far riflettere di più – osserva un esperto di mercato – è che i contribuenti tedeschi, così come i finlandesi, dei Paesi Bassi e francesi insieme ai loro ministri delle finanze hanno accumulato risparmi.

I funzionari tedeschi sono consapevoli della propria posizione finanziaria più forte, frutto di un calo di oltre due punti percentuali nel costo del debito, anche se i politici continuano a lamentare i rischi maggiori per i loro elettori. Secondo il gruppo Allianz Berlino avrebbe risparmiato qualcosa come 10.200 milioni di euro fra il 2010 e il 2012 grazie al calo dei costi di finanziamento, per effetto del restringimento del rendimento dei Bund decennali dal 3,39% all’1,18% di oggi.

Stessa tesi che si ritrova in un altro studio firmato dall’istituto di statistica IFWda cui si evince che il bilancio federale tedesco ha risparmiato 8.600 milioni nel 2011 a causa dei bassi tassi di interesse che hanno beneficiato dell’azione della BCE e dell’effetto di essere percepiti come bene rifugio da parte degli investitori. Risparmi che sono saliti a quota 9.600 milioni di euro nel 2012.

“Se sommiamo i vantaggi dei bassi tassi di interesse maturati nel periodo 2010-2012 a quelli di cui la Germania continuerà a beneficiare nei prossimi anni, tutto questo si traduce in benefici per il bilancio tedesco pari a circa 67.000 milioni di euro”, hanno calcolato gli economisti di Allianz. “Questo è sufficiente a tagliare di circa 3 punti percentuali il rapporto fra debito pubblico e Pil in Germania”, che porterà a ulteriori risparmi.

Finlandia, Paesi Bassi, Austria e Francia non hanno avuto benefici così evidenti come la Germania. Ma anche loro hanno beneficiato di una sostanziale riduzione del costo del denaro durante la crisi. Peccato che adesso però la crisi bussi anche alla loro di porta, ma ancora non se ne vogliono accorgere.