Nonostante l’inflazione, gli italiani preferiscono la liquidità agli investimenti

26 Agosto 2022, di Mariangela Tessa

Nonostante l’inflazione, la liquidità resta la forma di allocazione di risparmio preferita dagli italiani, anche se sta crescendo l’esigenza di una maggiore diversificazione verso fondi comuni e polizze assicurative. E’ quanto emerge da un’analisi del sindacato bancario Fabi sul risparmio degli italiani sugli ultimi dieci anni, che mostra come la ricchezza finanziaria complessiva degli italiani sia cresciuta a fine 2021 di quasi il 50%, a oltre 5.256 miliardi di euro. Del totale la liquidità – contante e depositi bancari – ammonta a 1.629 miliardi e corrisponde al 31% del portafoglio complessivo delle famiglie: una percentuale stabile rispetto a dieci anni prima, evidenzia lo studio della Fabi. Che scrive:

“Il bilancio dei risparmi delle famiglie italiane mostra ancora una volta quanto gli italiani difendano la propria ricchezza a denti stretti, nonostante la morsa dell’inflazione e la bassa remunerazione di fatto penalizzino la liquidità. Se, in ogni caso, la liquidità continua a rappresentare il riparo più sicuro, la prudenza non è l’unica leva a guidare le decisioni di risparmio e le scelte di investimento: contemporaneamente, infatti, emerge una crescente necessità di una pianificazione patrimoniale, assieme a un’attenta e oculata gestione del rischio finanziario, in un momento in cui l’obiettivo finanziario comincia a essere il giusto equilibrio tra sicurezza e rendimento“.

Elementi che potrebbero aver determinato anche la crescita della quota di risparmio dirottata in azioni e polizze assicurative, rispettivamente il 23,8% e il 23,1% rispetto al 19% circa, e della percentuale di fondi comuni che si attesta al 14,7% con una forte crescita rispetto al 6% del 2010, grazie alla sempre maggiore ricerca di investimenti equilibrati e prudenti. Crolla invece il peso delle obbligazioni, passate dal 20% del 2011 al 4% del totale degli investimenti e delle riserve delle famiglie.

Un confronto tra italiani, tedeschi e spagnoli

Nel confronto europeo, è evidente che la capacità di far fronte alle emergenze con riserve di contanti è un’arte non solo italiana. La composizione del salvadanaio finanziario di molti paesi oltre confine mostra il punto di vista dei tedeschi e degli spagnoli sulla destinazione del proprio risparmio: anch’essi prediligono – ancor più degli italiani – la liquidità, considerandola un salvagente pratico e vitale per le famiglie.

Le azioni e i fondi comuni di investimento, subito dopo i depositi e il contante, costituiscono la parte più rilevante della ricchezza finanziaria dei cittadini per molti stati europei, con percentuali sul totale che variano dal 26% della Germania, passando al 29% della Francia fino ad arrivare al primato del 43,8% della Spagna.

L’Italia, con la sua percentuale del 39% investita in titoli azionari, è seconda sola alla Spagna in quanto a preferenze per strumenti finanziari diversi dalle obbligazioni, ma vanta il primato della quota di portafoglio destinata ai titoli di stato, che rappresenta il 4,3% del totale, rispetto a una media europea dell’1,6%; ben più bassa per paesi come Francia (0,6%) e Spagna (0,4%).

In proporzione agli investimenti totali, la Francia e la Germania sono i paesi che nel 2021 hanno impegnato più risorse in assicurazioni (rispettivamente 34,3% e 32,9%), superando anche la media europea del 32,7%. In Italia, Germania e Spagna la quota di risparmio investita in depositi e contanti ha superato il 30%, ma con preferenze diverse: Italia 31,9%, Germania 39,2% e Spagna 36,4%. Al di sotto della media Ue si trova la sola Francia, con una percentuale contenuta del 29,2%.

Nel panorama europeo occidentale, la mappa della ricchezza finanziaria netta descrive gli italiani come un popolo virtuoso e, nonostante le incertezze reddituali e la maggiore spesa cresciuta anche per l’impennata dell’inflazione, il meno propenso a sostenere bisogni e consumi ricorrendo al debito. La nostra nazione è dunque un Paese lontano dagli standard europei e si contraddistingue dai paesi oltreconfine, vincendo la maglia rosa sul tasso di indebitamento e sulla ricchezza finanziaria netta.

Rispetto al reddito disponibile, in Italia la percentuale di indebitamento è pari al 6%, mentre in Francia è all’1%, poco sopra lo 0,9% di Germania e Spagna. Ne consegue che la ricchezza finanziaria netta è, rispetto al reddito disponibile, pari al 3,4% in Italia, al 2,8% in Francia, al 2,6% in Germania e al 2,5% in Spagna.

 La liquidità conviene?

Ma lasciare la liquidità sul conto corrente non è una buona idea.