Nomisma, torna a salire il valore delle abitazioni vendute in Italia

18 Luglio 2019, di Alberto Battaglia

Per la prima volta dal 2013 il valore delle abitazioni usate è aumentato su base semestrale: un incremento ancora basso, +0,2%, che però potrebbe indicare un’inversione di tendenza per il mercato immobiliare italiano. E’ solo uno dei dati contenuti nel secondo Osservatorio Immobiliare di Nomisma, presentato oggi nella sede romana della Banca Nazionale del Lavoro.

“La fragilità del quadro economico domestico non sembra compromettere le capacità di risalita del settore immobiliare, che dopo la pesantissima crisi che lo ha colpito sta ora faticosamente recuperando le posizioni perse durante la lunga parentesi recessiva”, si legge nel documento, “si tratta di evidenze che è possibile ricavare sia dall’ulteriore espansione dell’attività transattiva che dal graduale miglioramento di tutti i principali indicatori economici del comparto”.

Oltre al modesto recupero dei prezzi, si osserva la prosecuzione dell’incremento delle compravendite (in atto dal 2014), in rialzo dell’8,8% tendenziale nel primo trimestre del 2019. Si riducono, infine, i tempi di vendita e gli sconti praticati.

Al livello delle grandi città, le dinamiche di vendita sono state le seguenti. I due mercati dimensionalmente più significativi, Roma e Milano, hanno incrementato i volumi di compravendita con un tasso superiore all’11%. Sono, però, Bologna e Genova i due capoluoghi che hanno messo a segno i tassi di espansione più elevati (+15,2% e +12,9%). Più contenuti invece gli incrementi per Torino e Palermo (entrambe +2%), mentre Firenze e Napoli sono in controtendenza (rispettivamente -5,2% e -1,3%).

A dominare gli scambi sono soprattutto le case di piccole dimensioni, al di sotto degli 85 metri quadrati, con un’accentuazione maggiore per quelli inferiori ai 50 metri: “Si tratta di soluzioni che rispondono ad un nuovo modello di famiglia”, si legge in una nota Nomisma, “legato alla mobilità professionale e al frazionamento dei nuclei”.