No TAV, Tria: “Così nessuno si fiderà dell’Italia”

26 Febbraio 2019, di Alessandra Caparello

Irritano il Movimento Cinque stelle le ultime dichiarazioni dei ministro dell’economia Giovanni Tria sulla Tav, intervenuto alla trasmissione Quarta Repubblica.

“Non mi interessa l’analisi costi-benefici. Il problema non è la Tav, il problema è che nessuno verrà mai a investire in Italia se il Paese mostra che un governo che cambia non sta ai patti, cambia i contratti, cambia le leggi e le fa retroattive. Questo è il problema, non la Tav. Bisogna portare avanti l’economia italiana.

Dal programma Zapping di Radio 1, a Tria ha replicato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, secondo il quale il ministro dell’Economia non rispetta il contratto di governo firmato dalle due principali forze politiche delle coalizione.

M5S: Tria non rispetta il contratto di governo

Tria ha dimenticato che c’è un contratto di governo, lui dovrebbe ricordarlo, si atterrà a quello che c’è scritto. Oggi in Italia l’unico cantiere fermato, non bloccato, è quello Tav. Quello che Tria si è dimenticato è che c’è un contratto, che lo vincola”, il quale dice ‘ridiscutere tutto il progetto‘ della linea Tav. “A quello il ministro Tria dovrà attenersi”.

Intanto dalla Lega respingono le accuse di un voto di scambio con i Cinque Stelle tra Tav e Caso Diciotti. A parlare è il viceministro delle Infrastrutture in quota Lega Edoardo Rixi.

In 15 giorni si dovrà decidere sui bandi, con i 5 Stelle si troverà una soluzione e non c’è stato nessuno scambio (…) Il tema è che i bandi erano stati bloccati ben prima della mozione: noi stiamo cercando di sbloccarli e di fare in modo di non perdere risorse, di fare l’opera, e di avere una contribuzione maggiore da parte dell’Unione Europea La Tav va fatta, e la “mini-Tav” può essere la chiave di volta per partire.

La mini Tav a cui si riferisce Rixi è il progetto di modifica dell’Alta Velocità, che prevede l’eliminazione della stazione di Susa e della galleria tra Avigliana e Orbassano, con un risparmio di 1,5 miliardi di euro. Critico il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino:

La mini Tav c’è già: il progetto attuale ha tagliato pesantemente i costi iniziali prevedendo, dopo il tunnel di base, l’utilizzo della linea storica fino ad Avigliana e passando dagli oltre 4 miliardi iniziali agli 1,7 attuali sulla tratta nazionale (…) Se poi la mini Tav significa tagliare fuori dalla linea il trasporto merci allo scalo di Orbassano e la stazione di Torino, diventa inaccettabile.