NIENTE GUERRA LAMPO,
WALL STREET APRE MALE

24 Marzo 2003, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street si prepara a vivere una seduta difficile. Le speranze di una guerra lampo si allontanano e gli investitori fanno passi da gambero, dopo i rialzi incamerati la settimana precedente , che hanno portato il Dow Jones a guadagnare l’8,4%, il Nasdaq piu’ del 6% e l’S&P 500 il 7,5%.

Da segnalare che le blue chip hanno messo a segno il rialzo piu’ consistente su base settimanale dal 1982.

Ma la sessione odierna non sembra di buon auspicio, e a fare il bello e il cattivo tempo e’ sempre il fattore guerra. A pilotare le vendite sono infatti gli ultimi sviluppi provenienti dal fronte Iraq, che vedono in primo piano le parole dello stesso Saddam Hussein : il raid ha avvertito che “la guerra sara’ lunga e pesante”. D’altronde lo stesso Presidente Bush, parlando a Camp David, aveva fatto capire che era troppo presto per esultare, nonostante i successi militari della scorsa settimana.

Gli eventi del weekend hanno allontanato le speranze di una guerra-lampo. Gli investitori tornano ad essere cauti e i titoli di Stato riprendono quota.

E proprio sul piano militare la situazione si e’ complicata per le truppe americane. Nella prima pagina del “New York Times”di oggi, si legge che venti sarebbero stati i marines morti nel fine settimana.

Le parole di Saddam e le prime sconfitte delle truppe Usa hanno immediati effetti sul dollaro, che torna a scendere dopo i guadagni degli ultimi giorni. Il rapporto euro/dollaro sale nuovamente, con la moneta dell’Unione Europea che arriva a riagguantare $1,0650.

Speculare la performance del petrolio
che, sulla scia delle tensioni internazionali, ingrana la quinta arrivando a crescere del 5,4% a Londra, a quota $25,66.

In progresso l’oro (GOX), arrivato a $330,45 all’oncia al mercato interbancario di Londra.

I CONSIGLI DEGLI ANALISTI: DOVE INVESTIRE IN TEMPO DI GUERRA

Rich Bernstein, chief strategist Usa della banca d’affari Merrill Lynch preferisce i titoli del settore difesa ai tecnologici. “Continuiamo a credere che gli investitori sottovalutino le questioni geopolitiche limitandole solo all’Iraq”, ha aggiunto Benstein. “La nostra impressione e’ che stiamo entrando in una ‘nuova era’ geopolitica che potrebbe durare 10 o 15 anni”.

Thomas McManus, analista della banca d’affari Banc of America, ritiene che le azioni dovrebbero essere “overweight” in un portafoglio bilanciato , e che gli investitori dovrebbero usare le fasi di ribasso come opportunita’ per incrementare la propria esposizione sull’azionario.

GLI EFFETTI DELLA GUERRA SUL FRONTE SOCIETARIO

Gli effetti della guerra si fanno sentire soprattutto nel settore delle compagnie aeree (XAL ).

Le societa’ temono che l’incidenza del conflitto sulle loro casse si tradurra’ in una perdita di $10 miliardi . L’amministrazione Bush e’ ancora divisa sull’opportunita’ o meno di concedere aiuti all’industria e sull’ammontare dei benefici.

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