Entra nel vivo a Milano la kermesse con al centro del dibattito il futuro del credito italiano. Dal 3 al 5 marzo il capoluogo lombardo ospita il 130° Consiglio nazionale della Fabi, la Federazione autonoma dei bancari italiani, principale sindacato del settore. L’appuntamento, in programma agli East End Studios, porta un titolo che è già una dichiarazione d’intenti: “Next generation bank. Come eravamo, come siamo, come saremo. I cambiamenti nelle banche nell’era digitale”. E oggi vedrà protagonista sul palcoscenico, alle 14 e alle 15, in due tavole rotonde distinte, anche il direttore di Wall Street Italia, Leopoldo Gasbarro.
L’intervento del direttore
In particolare, il nostro direttore interverrà nei panel dal titolo “Digitale e modelli organizzativi nel credito”, il primo in cui ci sarà un confronto con i responsabili delle risorse umane e delle relazioni sindacali di BNL BNP Paribas, in programma alle 14, che vedrà partecipare anche: Carlo Fazzi di Bnl Bnp Paribas, Camilla Conti de Il Giornale, Fabio Armeni, coordinatore Fabi di Bnl Bnp Paribas, Emanuele Amenta, segretario nazionale di Fabi e Lando Maria Sileoni, segretario generale di Fabi, con la moderazione di Jole Saggese di Class CNBC, in cui ci sarà un confronto con i responsabili delle risorse umane e delle relazioni sindacali dei Gruppi bancari.
Il secondo panel con WSI
Poi, alle 15, Leopoldo Gasbarro interverrà nel confronto con i responsabili delle risorse umane e delle relazioni sindacali delle BCC, che vedrà partecipare anche: Giovanni De Santis di Banco Desio Antonio Gusmini di Mediolanum, Alessandro Papaniaros di MedioCredito Centrale, Giuliano Zulin, vicedirettore de La Verità, Mauro Scarin, segretario nazionale di Fabi, Carlo Milazzo, segretario nazionale di Fabi, Giuliano Xausa, segretario nazionale di Fabi, Lando Maria Sileoni, segretario generale di Fabi, con la moderazione di Jole Saggese di Class CNBC.
Il focus sulla trasformazione
Al centro dei lavori ci sarà la trasformazione profonda che sta attraversando il sistema bancario: digitalizzazione, nuovi modelli organizzativi, impatti sull’occupazione e sul contratto nazionale. Un confronto che metterà intorno allo stesso tavolo sindacato, vertici delle associazioni di categoria, top manager, responsabili delle risorse umane e osservatori del mondo economico. Perché la rivoluzione tecnologica sta cambiando in modo strutturale il settore. Filiali sempre meno centrali, processi automatizzati, servizi da remoto e un uso crescente dei dati stanno ridisegnando il modello di business delle banche. Ma la trasformazione non è solo tecnologica: riguarda anche le competenze richieste, l’organizzazione del lavoro e le tutele dei dipendenti.