World Economic Forum di Davos slitta a metà 2022 causa Omicron
Il World Economic Forum (WEF) ha rinviato a metà 2022 il suo incontro annuale che si sarebbe dovuto tenere nella località montana svizzera di Davos a gennaio. Lo hanno annunciato oggi gli organizzatori dell’evento che riunisce ogni anno uomini d’affari e leader politici di tutto il mondo, motivando il rinvio con l’incertezza crescente sull’epidemia di Omicron. Il Forum è stato riprogrammato a inizio estate. “Le attuali condizioni di pandemia rendono estremamente difficile organizzare un incontro globale di persona. Nonostante i rigorosi protocolli sanitari dell’incontro, la trasmissibilità di Omicron e il suo impatto su viaggi e mobilità hanno reso necessario il rinvio”, ha affermato il WEF.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.