Wall Street sfida (e oggi vince) paura tassi Fed. Assist da stagione utili: bene Morgan Stanley, BofA, Procter & Gamble

19 Gennaio 2022, di Redazione Wall Street Italia

L’azionario degli States tenta di resistere alla continua fiammata dei rendimenti dei bond americani. Wall Street riporta una performance positiva, dopo il calo di 540 punti della sessione della vigilia del Dow Jones e il tonfo del Nasdaq, pari a -2,6%. Alle 15.45 circa ora italiana, il Dow Jones sale dello 0,37% a 35.497 punti; lo S&P 500 mette a segno un rialzo dello 0,60% a 4.604 punti; il Nasdaq balza dello 0,70% a 14.610 punti circa.

I decennali dei Treasuries Usa hanno toccato la soglia dell’1,90% per la prima volta in più di due anni, esattamente dal dicembre del 2019. I tassi a 30 anni sono saliti fin oltre la soglia del 2,20%.

Rimangono al di sopra della soglia dell’1%, riagguantata ieri per la prima volta in due anni, dal periodo precedente la pandemia Covid-19, i rendimenti dei bond Usa a due anni. A questo punto, tra gli economisti si diffonde l’aspettativa di un maxi rialzo dei tassi Usa nel mese di marzo, pari a 50 punti base, per calmierare le aspettative sull’inflazione.

Anna Wong, responsabile economista di Bloomberg Economics, ritiene che, in base alla BE rule (la regola di Bloomberg Economics), a questo punto la Federal Reserve potrebbe alzare i tassi sui fed funds di 50 punti base nel mese di marzo, per poi procedere con altre cinque strette monetarie, ciascuna di 25 punti base, fino alla fine del 2022.

Prosegue intanto la stagione delle trimestrali Usa.

Bank of America ha annunciato di aver concluso il quarto trimestre del 2021 con utili in rialzo del 28% a $7,01 miliardi. L’utile per azione si è attestato a 82 centesimi, decisamente meglio dei 76 centesimi per azione attesi dagli analisti intervistati da Refinitiv. Il fatturato è stato pressocché in linea con le previsioni, pari a $22,17 miliardi, rispetto ai $22,2 miliardi stimati. Su base annua, il giro d’affari è salito del 10%.

La crescita dei profitti si spiega, tra le altre cose, anche con il rilascio delle riserve che erano state accantonate per far fronte a eventuali crediti deteriorati (NPL), per un valore di $851 milioni.

Ancora, Bank of America ha beneficiato del trend positivo delle divisioni di asset management e investment banking. Il titolo avanza del 2,5%.

Bene anche il bilancio dell’altro colosso bancario americano,
Morgan Stanley, che ha terminato il quarto trimestre del 2021 con un utile netto di $3,7 miliardi, o $2,1 per azione su base diluted, rispetto ai $3,4 miliardi, o $1,81 per azione, dello stesso periodo dell’anno precedente. L’eps ha battuto le attese di un utile per azione di $1,91. Il fatturato si è attestato su base netta a $14,5 miliardi, in crescita rispetto ai $13,6 miliardi del quarto trimestre del 2020, lievemente al di sotto dei $14,6 miliardi attesi dal consensus. Il titolo Morgan Stanley sale di oltre il 3%.

A pubblicare i propri risultati di bilancio è stata anche la
multinazionale americana di beni di largo consumo Procter & Gamble, che ha annunciato di aver riportato nel quarto trimestre del 2021 utili migliori delle attese.

Il colosso ha reso noto anche di aver alzato le stime sul suo anno fiscale 2022, grazie al boom della domanda dei suoi prodotti per l’igiene, scatenata dal balzo dei contagi Covid-19, provocato dalla diffusione nel mondo della variante Omicron. Un altro assist è arrivato anche dal rialzo dei prezzi dei suoi articoli, in un contesto di accelerazione dell’inflazione.

Per la precisione, nel quarto trimestre del 2021, suo secondo trimestre fiscale, P&G ha riportato un utile netto di $4,22 miliardi, o di $1,66 per azione, in rialzo rispetto ai $3,85 miliardi, o di $1,47 per azione, del quarto trimestre del 2020. L’eps, pari a $1,66, è stato superiore agli $1,65 attesi dal consensus. Le vendite nette sono aumentate del 6% a $20,95 miliardi, superando i $20,34 miliardi previsti. Il titolo balza di oltre il 3%.