Wall Street sale grazie a titoli oil. Rendimenti T-bond decennali sopra 3%
Seduta vivace ieri a Wall Street grazie allo slancio del settore energetico (+2%), a sua volta spinto al rialzo dal rally del petrolio: il barile al Nymex ha chiuso ai massimi di tre anni e mezzo, in aumento del 3,01% a 71,14 dollari al barile.
Anche il settore finanziario ha corso (+1,5%) con il ritorno del rendimento dei Treasuries a 10 anni sopra il 3%, cosa che diversamente da due settimane fa per il momento non sembra preoccupare gli investitori.
Nel finale il DJIA ha aggiunto 182 punti, lo 0,75%, a quota 24.542,47. L’S&P 500 è cresciuto di 25,87 punti, lo 0,97%, a quota 2.697,79. Il Nasdaq Composite ha registrato un rialzo di +73 punti, l’1%, a quota 7.339,9.
Il Vix, l’indice della volatilità, è sceso per il quinto giorno di fila a 13,42, minimi di gennaio.
Breaking news
L’apertura di Wall Street vede il Dow Jones in crescita grazie a un potenziale accordo USA-Iran, mentre SpaceX continua il suo rally post-IPO. La società ha visto un significativo aumento del valore delle sue azioni, avvicinandosi a superare Amazon per capitalizzazione di mercato.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso, influenzata dalla debole domanda interna cinese, nonostante la crescita della produzione industriale di Pechino. A Shanghai, calo leggero trainato dal settore finanziario, mentre Shenzhen mostra ottimismo.
Nel primo trimestre del 2026, il costo orario del lavoro nell’area euro è cresciuto del 3,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, come riportato da Eurostat. Questo incremento, inferiore rispetto ai trimestri precedenti, è suddiviso tra un aumento del 3,4% nei salari e stipendi e un 2,9% nei costi non salariali.
La Borsa di Tokyo ha visto il suo indice Nikkei superare per la prima volta i 70.000 punti, grazie a un clima di ottimismo generato dalla decisione della Banca del Giappone di aumentare il tasso di riferimento. Tuttavia, l’indice ha chiuso a 69.404,50 punti, segnando un leggero rialzo dello 0,13%.