Wall Street ritraccia dopo Pil fiacco, Ferrari in rimonta

30 Ottobre 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK – Seduta sottotono Wall Street con gli investitori che vedono come probabile un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve nella sua “prossima riunione” di dicembre. Gli ultimi dati sul Pil sono deboli ma in linea e quindi il mercato non ritiene che ci siano gli estremi per spingere la banca centrale a cambiare strategia in corsa.

Dow Jones -0,13%, S&P -0,04% e Nasdaq -0,42% Il petrolio a dicembre sale dello 0,26% a 46,06 dollari al barile. Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq restano comunque in rialzo per la settimana in corso.

E’ la banca centrale americana ad avere fatto capire ieri, al termine del suo meeting, che una simile ipotesi non è da escludere. In seguito alla comunicazione sull’esito della due giorni della Fed, il mercato ha iniziato a prezzare una chance del 48% e non più del 35% di incremento del costo del denaro a dicembre. La maggioranza degli analisti, tuttavia, continua a scommettere su una stretta monetaria a inizio 2016.

Intanto trader e gestori digeriscono il dato preliminare in linea alle stime del Pil del terzo trimestre, cresciuto dell’1,5% dopo il +3,9% visto nel secondo trimestre. L’economia Usa ha abituato a una crescita superiore al 2% l’anno da quando la ripresa è partita a metà 2009. Ciò è stato possibile grazie a un paio di trimestri caratterizzati da grandi incrementi, che hanno alzato la media totale. Ma l’andamento è stato quanto mai volatile dalla crisi subprime a oggi. Anche quest’anno su base annuale la crescita sarà inferiore al +2,4% registrato l’anno scorso.

Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono salite di mille unità a 260.000, meno delle attese pari a 265.000. In calendario restano i compromessi su case esistenti per il mese di settembre.

Sul fronte societario, Ferrari è in rialzo (+0,53% a 52,14 dollari) riportandosi sopra il prezzo di collocamento, livello sotto il quale ieri il titolo era sceso per la prima volta dallo sbarco al Nyse il 21 ottobre scorso. La controllante Fiat Chrysler Automobiles perde invece l’1,63% a 14,47 dollari.

Nel valutario, euro/dollaro piatto +0,01% a $1,0924, dollaro/yen -0,25% a JPY 120,79, euro/yen -0,23% a JPY 131,96; euro/sterlina invariato a 0,7156. Euro/franco svizzero -0,05% a CHF 1,0854.

Tra le commodities, dopo il balzo +6% circa della vigilia, i futures sul contratto WTI scambiati sul Nymex di New York scendono -0,70% a $45,62. Brent -0,47% a $48,82. Oro +0,18% a $1.158,20.

(MT-DaC)