Wall Street recupera nel finale, chiusura piatta
Wall Street riesce a chiudere, complice il dato sull’attività nel settore dei servizi Usa, una la seduta di lunedì 6 gennaio in rialzo, dopo aver recuperato il ‘rosso’ della prima parte. Prima dell’escalation delle tensioni in Medio Oriente, gli indici Usa avevano toccato nuovi massimi grazie.
Il petrolio – che era salito di oltre il 3% venerdì – ha proseguito la sua corsa. Il contratto a febbraio ha chiuso a New York in rialzo di 0,22 dollari, lo 0,4%, a 63,27 dollari al barile. Il Djia ha guadagnato 6,66 punti, lo 0,02%, a quota 28.641,54. L’S&P 500 è salito di 6,45 punti, lo 0,20%, a quota 3.241,30. Il Nasdaq ha aggiunto 32,94 punti, lo 0,37%, a quota 9.053,71.
Breaking news
Le borse cinesi aprono la settimana in negativo, seguendo il trend delle altre piazze asiatiche, dopo le tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e i dati sul mercato del lavoro USA che influenzano i tassi di interesse. L’indice Hang Seng di Hong Kong perde l’1,22%, mentre Shanghai e Shenzhen registrano cali ancora più significativi.
NVIDIA ha annunciato una partnership pluriennale con SK hynix volta a promuovere memorie di nuova generazione per infrastrutture globali di intelligenza artificiale. L’accordo mira ad accelerare la progettazione e produzione di semiconduttori, sostenendo la crescita delle fabbriche di IA e l’espansione delle infrastrutture IA in tutto il mondo.
La Borsa di Tokyo e quella di Seul hanno subito significative perdite all’inizio della settimana a causa delle tensioni geopolitiche tra Israele e Iran e delle prese di profitto nel settore tecnologico e AI. L’indice Nikkei ha chiuso in calo del 3,85%, mentre il Kospi di Seul è sceso dell’8,29%.
Le tensioni tra Iran e Israele hanno portato a un aumento significativo del prezzo del petrolio, mettendo a rischio un fragile cessate il fuoco in Medio Oriente. I colloqui di pace sono in stallo, mentre le azioni militari continuano a intensificarsi.