Wall Street: l’andamento dei futures, dell’euro-dollaro e dei tassi dopo Beige Book Fed e in attesa della Bce

9 Settembre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street ancora in ribasso, in attesa della carrellata di annunci che arriverà dalla Bce alle 13.45 ora italiana e, della conferenza stampa dove la presidente dell’Eurotower Christine Lagarde prenderà la parola, a seguito della diffusione del Beige Book da parte della Federal Reserve.

I futures sul Dow Jones scendono dello 0,23% a 34.930; i futures sullo S&P 500 sono in calo dello 0,24% a 4.501 punti, mentre i futures sul Nasdaq arretrano dello 0,20% a 15.588 punti.

Ieri il Dow Jones e lo S&P 500 sono scesi per la terza sessione consecutiva, mentre il Nasdaq è arretrato per la prima sessione delle ultime cinque.

Il Dow Jones Industrial Average ha perso 68,93 punti, a 35.031,07 punti, mentre lo S&P 500 è arretrato dello 0,13% a 4.514,07. Il Nasdaq Composite è sceso dello 0,57% a 15.286.64.

Sempre nella giornata di ieri la Federal Reserve di Jerome Powell ha pubblicato il Beige Book, il rapporto sulle condizioni economiche degli Stati Uniti che la banca centrale Usa pubblica otto volte l’anno e la cui ultima edizione si riferisce ai mesi di luglio e agosto.

Dal report è emerso che l’economia degli Stati Uniti ha sofferto un rallentamento, che ha portato il suo tasso di crescita a indebolirsi lievemente a “un ritmo moderato”. L’indebolimento si deve agli effetti sull’economia della diffusione della variante Delta.

Allo stesso tempo, riguardo all’inflazione degli Stati Uniti, il Beige Book ha confermato che le aziende americane stanno facendo fronte a un aumento dei costi, aggravato dalla carenza delle materie prime e dei beni di produzione; in molte aree, secondo la Federal Reserve, le aziende saranno probabilmente costrette a riversare l’aumento dei costi sui consumatori.

Dal rapporto della Fed è risultato che, in generale, l’inflazione “è solida a un ritmo elevato”: la metà dei 12 distretti esaminati dalla banca centrale ha indicato una “forte” pressione e l’altra metà che ha parlato di pressioni “moderate”.

Sia nell’area euro che negli Usa il timore è di un tapering delle misure di stimolo lanciate per contrastare gli effetti della pandemia Covid-19 in modo prematuro.

Nel caso della Bce, si teme il tapering del bazooka PEPP, soprattutto alla luce degli ultimi dati sull’inflazione dell’Eurozona.

Secondo le ricerche fatte di recente sul tema, in base alle dichiarazioni dei policy maker, le possibilità che a questo meeting della Bce venga annunciata una riduzione nel ritmo di acquisti del Pepp sono superiori al 60%.

Appare dunque verosimile che Francoforte annunci una riduzione sul volume degli acquisti nell’ambito del Pepp e un ritorno al ritmo tenuto in precedenza, prima dell’accelerazione annunciata a marzo. In ogni caso la BCE vede il programma come un’assicurazione contro il rischio del ribasso, pertanto il Pepp proseguirà finché la pandemia sarà in atto.

Occhio intanto ai Treasuries, con i tassi a 10 anni che sono in ribasso all’1,327% scontando i timori sulla crescita del Pil Usa.

Proprio l’avversione al rischio sta portando invece i buy sul dollaro, con il Dollar Index a 92,712, reduce tra tre giorni consecutivi di rialzi.

In attesa delle novità della Bce, l’euro ritraccia dal massimo in due mesi testato lo scorso venerdì a $1,1909, estendendo le perdite fino a $1,1819.