Wall Street incerta, Nasdaq a nuovi record oltre 15.000, +16% nel 2021. Powell (Fed) atteso al varco di Jackson Hole

25 Agosto 2021, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street in cerca di direzione, dopo i record di chiusura che sono stati testati ieri dal Nasdaq Composite e dallo S&P 500.

Alle 15.50 circa ora italiana, il Dow Jones cede lo 0,11% a 35.327 punti circa, lo S&P 500 è piatto con una variazione pari a +0,04% a 4.487 punti, mentre il Nasdaq avanza dello 0,18% a 15.047,58 punti.

Il Nasdaq testa nuovi record dopo aver chiuso la sessione di ieri oltre la soglia dei 15.000 punti per la prima volta in assoluto. Il listino dei titoli hi-tech è in rialzo di oltre +16% dall’inizio dell’anno e ha terminato la seduta di ieri incassando la 29esima chiusura a valori record del 2021.

Rimane ottimista sull’azionario Usa Christopher Harvey, responsabile della strategia sull’azionario di Wells Fargo Securities, che intravede ulteriori guadagni per Wall Street.

Harvey ha rivisto al rialzo il suo target di fine anno per l’indice S&P 500 a quota 4.825, un valore che corrisponde a un aumento del 7,5% rispetto al valore (record) di chiusura del listino nella sessione di ieri.

La borsa Usa conferma l’attendismo per il simposio di Jackson Hole, l’evento annuale tra i più attesi dalla comunità finanziaria internazionale che, per il secondo anno consecutivo, si terrà in modo virtuale, dopodomani, venerdì 27 agosto. I mercati attendono indicazioni sul tapering del QE, il programma di acquisti di asset con cui la banca centrale Usa fa incetta di bond ogni mese, per un valore di $120 miliardi.

“E’ piuttosto difficile per un banchiere centrale, che incontra i suoi colleghi in modo virtuale a causa di un rischio sanitario, affermare che è arrivato il momento di ridurre la politica monetaria accomodante, senza riconoscere che il rischio sanitario può colpire l’economia”, ha commentato Vince Reinhart, chief economist di Mellon, stando a quanto riportato da Marketwatch.

Tuttavia per Adam Posen, presidente del Peterson Institute for International Economics, il tapering ci sarà: “Credo che sia probabile che venga lanciato tra questo momento e la fine dell’anno, a prescindere dalla variante Delta”.

Diversi i commenti e le previsioni degli analisti su quanto verrà annunciato da Powell dopodomani. L’impressione è che per molti esperti, la variante Delta e l’incognita della pandemia Covid-19 comunque condizioneranno le scelte di politica monetaria della Fed.

“Nel messaggio politico principale dalla conferenza di Jackson Hole di quest’anno – intitolata ‘Macroeconomic Policy in an Uneven Economy’ – ci aspettiamo qualche accenno al tapering seppur con una certa sfumatura dovish”, ha commentato Gero Jung, capo economista di Mirabaud Asset Management. “In generale, ci viene ricordato che la riduzione degli acquisti di asset o il tapering non rappresentano un ‘quantitative tightening’ – sottolinea l’economista -. Il bilancio della Fed continuerà infatti a crescere per tutto quest’anno”.

Dal canto suo Edward Moya, analista senior dei mercati presso Oanda, ha commentato che “la Fed potrebbe anche fare un annuncio sul tapering a settembre o novembre, ma probabilmente il tapering andrà avanti in modo lento, senza alcun impegno riguardo all’aumento dei tassi di interesse”.

L’incertezza sui contagi Covid-19 potrebbe insomma ritardare i piani di tapering della Fed.

D’altronde, le notizie che arrivano dal fronte sanitario non possono essere definite confortanti: in base ai dati raccolti, Reuters comunica che le infezioni da Covid-19 negli Stati Uniti stanno salendo, in media, di 150.000 nuovi casi al giorno, e che al momento i contagi sono pari al 60% rispetto al massimo delle infezioni giornaliere di coronavirus riportate a gennaio in Usa.

Aumenta la paura della variante Delta.

Qualche giorno fa, in una nota riportata dalla Cnbc, l’economista di Nomura Aichi Amemiya ha sottolineato che, “visto il recente deterioramento dei dati (macro) e vista la situazione pandemica, intravediamo il rischio che Powell si concentri sull’aumento dell’incertezza, a causa del recente aumento delle infezioni da Covid-19”.

Di conseguenza “come minimo – ha continuato Amemiya – crediamo che i recenti commenti arrivati dai funzionari della Fed sostengano la nostra view di un annuncio del tapering a dicembre, nonostante la preferenza del Fomc per il mese di novembre, stando a quanto emerso dal meeting di luglio”.

Simile l’opinione di Lindsey Bell, chief investment strategist di Ally Invest:

“E’ improbabile che la Fed forzi un tapering in un’economia che non è pronta, e l’outlook si sta facendo meno certo a causa del rafforzamento della variante Delta”. Secondo Bell, un fattore determinante per la Fed sarà la pubblicazione del report occupazionale di agosto il prossimo 3 settembre”