Wall Street incerta, alert FMI sull’inflazione: Fed e altre banche centrali si preparino ad annunciare strette monetarie

12 Ottobre 2021, di Redazione Wall Street Italia

Wall Street incerta: il Dow Jones è praticamente piatto, con una variazione pari a -0,07% a 34.472 punti; il Nasdaq sale dello 0,12% a 14.500 punti, mentre lo S&P 500 cede lo 0,08% a 4.359.

Il focus degli investitori è sul World Economic Outlok di ottobre pubblicato oggi dal Fondo Monetario Internazionale: dal report è emerso che l’FMI ha rivisto lievemente al ribasso l’outlook sulla crescita del prodotto interno lordo globale dal +6% previsto a luglio al +5,9%.

Per il 2022, l’FMI ha confermato la stima di crescita al tasso del 4,9%.

L’istituzione di Washington ha motivato il downgrade relativo al 2021 con le strozzature delle catene di approviggionamento che si stanno manifestando nelle economie avanzate e con il peggioramento della situazione sanitaria (pandemia Covid-19) nelle economie emergenti.

“La ripresa globale continua – è il titolo del WEO – ma il momentum si è indebolito e l’incertezza è cresciuta”.

L’FMI ha tagliato l’outlook, in particolare, relativo al Pil Usa del 2021, di 1 punto percentuale a +6%, e ha lanciato anche un avvertimento alla Federal Reserve di Jerome Powell.

“Stiamo assistendo a importanti strozzature nelle catene di approviggionamento in tutto il mondo, che stanno alimentando anche le pressioni inflazionistiche, che sono particolarmente alte; anche l’assunzione del rischio finanziario sta salendo, fattore che rappresenta un rischio aggiuntivo per l’outlook”, ha commentato l’economista dell’FMI Gita Gopinath.

L’Fmi ha di conseguenza invitato le banche centrali come la Fed a prepararsi a lanciare strette monetarie, nel caso in cui l’inflazione diventasse troppo alta.

Grande è l’attesa per la stagione degli utili trimestrali, che partirà a Wall Street questa settimana.

In calendario ci sono gli utili di JP Morgan e delle altre grandi banche Usa, che diffonderanno i risultati di bilancio relativi al terzo trimestre dell’anno.

Dalle stime di Refinitiv, emerge che la crescita degli utili della Corporate America è prevista a un ritmo annuale del 30%, in deciso rallentamento rispetto al boom del 96,3% del secondo trimestre.

Allo stesso tempo, fa notare Rod von Lipsey, managing director di UBS Private Wealth Management, proprio il fatto che “le aspettative per gli utili del terzo trimestre sono state riviste al ribasso nelle ultime settimane, dovrebbe alimentare sorprese al rialzo, fattore positivo per il sentiment generale del mercato”.

Ieri il Dow Jones Industrial Average ha chiuso in calo di 250,19 punti, o -0,7%, a 34.496,06, dopo essere salito nel suo massimo intraday di oltre 200 punti; lo S&P 500 è sceso anch’esso dello 0.7% a 4,361.19, il Nasdaq Composite ha fatto -0,6% a 14.486,20 punti.

I tassi sui Treasuries a 10 anni sono in calo all’1,586%.