Wall Street in rosso, pesano venti guerra commerciale
Seduta in rosso ieri a Wall Street che riente della guerra commerciale iniziata dall’amministrazione Trump. Arrivato a perdere fino a 315 punti, il DJIA ne ha lasciati sul terreno 252 circa, l’1,02%, a quota 24.415,84 portando il bilancio mensile a un +1%.
L’S&P 500 è scivolato di 18,74 punti, lo 0,69%, a quota 2.705,27 ma a maggio è salito del 2,2%. Il Nasdaq ha ceduto 20,34 punti, lo 0,27%, a quota 7.442,12 e nel mese appena finito ha aggiunto il 5,3%. Il petrolio a luglio al Nymex e’ scivolato dell’1,7% a 67,04 dollari al barile ma a maggio ha segnato un -2,2%.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo