Wall Street in rosso, giù rendimenti T-bond con scadenza decennale
Chiusura in calo ieri per la Borsa Usa. Gli investitori restano preoccupati da una frenata dell’economia americana e dalla cosiddetta inversione della curva dei rendimenti dei Treasury.
Quello del decennale è sceso al 2,38% dal 2,418% di ieri, raggiungendo i minimi del dicembre del 2017. Il titolo a tre mesi continua a offrire di più (il 2,437%) dallo scorso venerdì.
Nel finale, il Dow ha perso 32 punti circa (lo 0,13%) a quota 25.625. L’S&P 500 ha registrato una flessione di 13 punti, lo 0,46%, a quota 2.805 circa. Il Nasdaq ha lasciato sul terreno 48 punti, lo 0,65%, a quota 7.643.
Breaking news
ERock, azienda statunitense nel settore energetico, debutta oggi al New York Stock Exchange con il simbolo ‘EROC’, raccogliendo 600 milioni di dollari tramite un’IPO di 27.906.977 azioni Classe A a 21,50 dollari per azione. Concessa agli underwriters un’opzione per l’acquisto di ulteriori 4.186.046 azioni.
La Borsa di Tokyo chiude in calo, influenzata dal settore tecnologico di Wall Street e dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran. L’indice Nikkei 225 scende dell’1,89%, mentre il Topix cala dell’1,25%. Anche la Borsa di Seul registra perdite significative.
Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. ha riportato un incremento del 30% nelle vendite mensili, trainato dalla crescente domanda globale di infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Le vendite di maggio sono state di NT$416,98 miliardi, con un aumento del 24% rispetto all’anno precedente. Gli analisti prevedono un ulteriore incremento del 35% per il secondo trimestre, mentre TSMC continua a espandere la sua influenza nel mercato globale dei semiconduttori AI.
L’inflazione al consumo in Cina è rimasta stabile all’1,2% annuo a maggio, al di sotto della stima mediana dell’1,3%. Tuttavia, l’inflazione dei prezzi alla produzione è accelerata al 3,9%, influenzata dai costi energetici e dei metalli. La crescente divergenza tra l’inflazione PPI e CPI indica le difficoltà dei produttori nel trasferire i costi elevati ai consumatori, portando a una compressione dei margini di profitto.