Wall Street in rialzo, Trump deprime il petrolio
Chiusura in rialzo ieri per Wall Street. Il Dow Jones Industrial Average si è mantenuto sopra la soglia psicologica dei 26mila punti riconquistata venerdì scorso mentre l’S&P 500 non ha saputo tenere i 2.800 punti superati nel corso della giornata.
Arrivato a guadagnare fino a 209 punti, il Dow ne ha aggiunti 60,14, lo 23%, a quota 26.091,95. L’S&P 500 è salito di 26,92 punti, lo 0,36%, a quota 2.796,11. Il Nasdaq Composite è aumentato di 26,92 punti, lo 0,36%, a quota 7.554,46.
Il petrolio ad aprile è scivolato del 3,1% a 55,48 dollari al barile dopo un tweet con cui Trump ha detto all’Opec che i prezzi sono “troppo alti”.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo