13:40 martedì 21 Febbraio 2023

Wall Street: futures DJ -300 punti, Nasdaq giù di oltre -1%. Sell off su Wal-Mart e Home Depot dopo i conti

A Wall Street futures Usa in ribasso, dopo la chiusura di ieri in occasione del Presidents Day. L’azionario Usa sconta la delusione per gli annunci che sono arrivati dai colossi delle vendite al dettaglio americani Wal-Mart e Home Depot. Alle 13,35 circa ora italiana, i futures sul Dow Jones capitolano di 300 punti (-0,88%), i futures sullo S&P 500 arretrano dello 0,83%, i futures sul Nasdaq scivolano di oltre l’1%.

Wal-Mart cede più del 4%: il gigante retailer numero uno al mondo ha annunciato di aver concluso il suo quarto trimestre fiscale terminato il 31 gennaio scorso con utili e un fatturato migliori delle attese.

L’utile netto del trimestre si è attestato a 6,28 miliardi di dollari, o $2,32 per azione, in crescita rispetto ai $3,56 miliardi, o $1,28 per azione, dello stesso periodo dell’anno precedente. Su base adjusted, Wal-Mart ha riportato un utile per azione di $1,71, meglio degli $1,51 per azione attesi dagli analisti.

Il fatturato è salito nello stesso trimestre a $164,05 miliardi, meglio dei $159,72 miliardi previsti dagli analisti.

Tuttavia Wal-Mar ha comunicato anche una guidance inferiore alle stime del consensus. In particolare, l’eps su base adjusted è atteso per il nuovo anno fiscale nel range compreso tra 5,90 e 6,05 dollari, escludendo il carburante, rispetto al valore più alto atteso dal consensus, pari a 6,53 dollari.

Protagonista anche la delusione per i conti di Home Depot, che hanno messo in evidenza un utile per azione, nel quarto trimestre fiscale terminato il 29 gennaio scorso, pari a $3,30, meglio dei $3,28 per azione previsti dal consensus. Il fatturato di Home Depot, tuttavia, si è attestato a $35,83 miliardi, lievemente al di sotto dei $35,97 miliardi stimati dagli analisti.

E’ la prima volta dalla fine del 2019 che la trimestrale di Home Depot delude l’outlook sul giro d’affari.

Il gigante americano del fai da te ha reso noto, anche, di prevedere un trend delle vendite praticamente piatto per l’anno fiscale 2023. Anche HD, come Wal-Mart, cede più del 4%.

Il trend negativo di Wall Street si spiega, oltre che con le trimestrali del settore retail Usa, con la cautela in vista della pubblicazione, nella giornata di domani mercoledì 22 febbraio, delle minute del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, relative all’ultima riunione del 31 gennaio 1° febbraio, quando la banca centrale Usa ha alzato i tassi sui fed funds di 25 punti base, al nuovo range compreso tra il al nuovo range compreso tra il 4,5% e il 4,75%, record dall’ottobre del 2007.

Lo scorso venerdì il Dow Industrial Average è salito di 129,84 punti (+0,39%), a 33.826,70; lo S&P 500 è sceso di 11,32 punti (-0,28%), a 4.079,10, il Nasdaq ha perso 68,55 punti (-0,58%), a 11.787,28 punti.

Su base settimanale, il Dow Jones ha ceduto lo 0,13%, lo S&P 500 ha perso lo 0,28%, mentre il Nasdaq ha chiuso in rialzo dello 0,59%.

La paura di nuovi rialzi aggressivi da parte della Fed, riaccesa dalla pubblicazione dei dati sull’inflazione Usa, ha depresso nelle ultime sessioni il sentiment dei mercati.

Sia l’indice dei prezzi al consumo che l’indice dei prezzi alla produzione degli Stati Uniti hanno confermato il rallentamento delle pressioni inflazionistiche, a un ritmo tuttavia inferiore rispetto alle attese.

Occhio a tal proposito al mercato del reddito fisso Usa, con i tassi dei Treasuries Usa a dieci anni che hanno superato la scorsa settimana la soglia del 3,9%, fino al 3,93%, record dal 10 novembre del 2022. Oggi i tassi a 10 anni sono in rialzo attorno al 3,884%.

I rendimenti dei Treasuries a due anni, che la scorsa settimana sono saliti fino al record degli ultimi tre mesi, al 4,692%, avanzano al 4,665%.

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