Voyager Digital chiede il Chapter 11 per la protezione dalla bancarotta
Voyager Digital, piattaforma crypto con sede negli Stati Uniti, chiede il Chapter 11, la procedura fallimentare diventando l’ultima vittima del caos nei mercati degli asset digitali, dopo aver subito ingenti perdite a causa della sua esposizione all’hedge fund di criptovalute Three Arrows Capital, fallito la scorsa settimana.
Alameda Research di Sam Bankman-Fried è il principale creditore di Voyager, con un credito non garantito di 75 milioni di dollari. In una dichiarazione, la società ha affermato di avere circa 1,3 miliardi di dollari di criptovalute sulla sua piattaforma e di detenere più di 350 milioni di dollari in contanti per conto dei clienti presso la Metropolitan Commercial Bank di New York.
“Crediamo fermamente nel futuro del settore, ma la prolungata volatilità dei mercati delle criptovalute e l’insolvenza di Three Arrows Capital ci impongono di intraprendere questa azione decisiva”, ha dichiarato Stephen Ehrlich, CEO di Voyager, in un tweet pubblicato mercoledì.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.