Vendite: nessun rimbalzo per i negozi, corre l’e-Commerce. Rischio desertificazione città
Nessun rimbalzo per i negozi. Nonostante la ripresa generale delle vendite al dettaglio ad agosto (+8,2% rispetto al mese precedente), le piccole superfici continuano a registrare risultati in calo (-0,5%), portando a -12,7% la riduzione di vendite dell’anno. Corre, invece, il commercio elettronico che, nello stesso periodo mette a segno una crescita del +29,9%.
Un gap preoccupante, che rafforza i timori di una progressiva desertificazione della rete dei negozi e della rete dei servizi di vicinato nelle nostre città. Così Confesercenti commenta le rilevazioni Istat relative al commercio al dettaglio di agosto, diffuse oggi. Ad agosto – spiega l’Ufficio economico dell’associazione – si registra un nuovo salto delle vendite dopo il crollo di luglio ma, nel complesso, i dati dalla riapertura ad oggi sono ancora insufficienti a far superare il dato negativo (-7,3%) accumulato nei primi 8 mesi da tutta la rete commerciale.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo