Usa, sorpresa sussidi disoccupazione: numero totale americani che continuano a riceverli al minimo in 50 anni
Nella settimana terminata l’8 gennaio, il numero dei lavoratori degli Stati Uniti che hanno fatto richiesta per ricevere i sussidi di disoccupazione è salito di 23.000 a 230.000 unità, peggio delle attese. Gli economisti intervistati da Dow Jones avevano previsto un calo a 200.000 unità, rispetto alle 207.000 unità della settimana scorsa.
La media mobile in quattro settimane è salita a 210.750 unità dalle 204.500 della settimana precedente.
Sorpresa dal numero di lavoratori americani che continuano a ricevere i sussidi di disoccupazione, sceso a 1,559 milioni, decisamente meglio rispetto agli 1,733 milioni attesi dal consensus, e al minimo dalla settimana terminata il 2 giugno del 1973, dunque in quasi 50 anni, a conferma della solidità del mercato del lavoro Usa.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.