Usa: salgono oltre le attese richieste sussidi Usa
NEW YORK (WSI0 – Sale oltre le attese il numero di lavoratori Usa che, nei sette giorni conclusi l’11 giugno, ha fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti.
Secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono cresciute di 13.000 unita’ a 277.000. Il dato si attesta comunque in media sotto quota 300.000 da 67 settimane, la serie migliore dal 1973.
L’indice e’ peggiore delle previsioni: gli analisti attendevano un dato a 269.000 unita’, dalle 264.000 della settimana precedente (dato invariato dalla prima stima). La media delle quattro settimane, piu’ attendibile in quanto non soggetta alle fluttuazioni del mercato, e’ scesa di 250 unita’ a 269.250.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play